Benedetta Pilato: «Per le Olimpiadi non c’è fretta»
Dieci giorni fa usciva dall’acqua con le lacrime agli occhi, felice e incredula per una medaglia d’argento nei 50 rana ai Mondiali di nuoto di Gwangju, conquistata a 14 anni. Benedetta Pilato è tornata a Taranto, la sua città, si è presa qualche giorno di riposo da riflettori e interviste, poi si è goduta i festeggiamenti per ciò che aveva fatto. Ha avuto tempo per ripensare a quella domenica incredibile e realizzare cosa era accaduto, poi si è dovuta ributtare in acqua, perché tra qualche giorno dovrà salire su un altro aereo per Budapest, dove gareggerà da favorita ai Mondiali giovanili. Ma ormai Benedetta è autorizzata a sognare in grande e pensare a Tokyo 2020. Senza alcuna fretta, però, né ansie da prestazione. A 14 anni ha tutta la vita davanti e una prospettiva a 5 cerchi che si estende almeno fino ai Giochi del 2028.
L’abbiamo vista piangere incredula. Ora ci crede?
«Un po’ sì, diciamo che comincio a realizzare quello che ho fatto».
Ci dica la verità: con quali ambizioni era partita per la Corea del Sud?
«Di certo non mi aspettavo di arrivare fino a questo punto. Puntavo a migliorarmi ma la medaglia non era il primo obiettivo. Volevo solo cercare di abbassare i miei tempi e crescere ancora».
E invece è arrivata a un passo da Lilly King.
«Sì. In realtà non mi aspettavo neanche di poter gareggiare accanto a lei, non pensavo nemmeno di entrare in finale. Già quello per me era un risultato eccezionale, figurarsi arrivare così vicina».
Poi, però, dopo il record italiano in batteria e il terzo tempo delle semi, un pensierino al podio lo avrà pure fatto.
«Più o meno, entrando con il terzo tempo sì, ma so bene che in un 50 può succedere di tutto. Ci avevo pensato ma consapevole di non aver niente da perdere. Così mi sono tuffata come se sapessi che sarebbe andata bene in ogni caso, qualsiasi cosa fosse accaduta».
Lei è la più giovane atleta a medaglia mondiale nella storia dello sport italiano. Che effetto le fa?
«Un effetto strano. Ancora di più perché prima il primato era di Federica Pellegrini».
Ha ancora i capelli di due colori diversi?
«No no, sono andata ad aggiustarli. Ora li ho normali, del mio colore naturale».
Come l’hanno trattata i veterani della Nazionale?
«Mi hanno accolta bene, mi sono sentita subito a mio agio, ho fatto amicizia e mi sono trovata bene con tutti. Mi hanno tinto i capelli, sì, e abbiamo fatto qualche gioco con le altre matricole. Anche questo è stato bello».
Con chi ha legato di più?
«Non c’è qualcuno in particolare, ho legato un po’ con tutti allo stesso modo».
Come ha iniziato a nuotare?
«Avevo 2 anni la prima volta e a 4 ho fatto le prime gare. Il mio allenatore attuale voleva farmele fare, i miei genitori no. Mio padre sapeva i sacrifici dello sport agonistico e temeva un po’ per me, alla fine il mio allenatore li ha convinti».
E non si è più fermata.
«Dopo la prima gara è arrivata la seconda, dopo la seconda la terza… Ci ho preso gusto».
Quando ha capito che poteva diventare veramente forte?
«Sinceramente mai. So che non ho fatto ancora niente, che questo è un punto di partenza, ma non pensavo sinceramente di poter arrivare fin qui».
Per andare a nuotare in una piscina olimpica fa tanti chilometri in macchina. Non si stanca mai?
«Non vado tutti i giorni lì, ma comunque no, non mi ha mai stancato. Il sacrificio e le rinunce sono tanti e tante. Io comunque nuoto con piacere, mi diverto, non mi pesa».
E ora il sindaco di Taranto le ha promesso una piscina olimpionica.
«È una bella cosa, sì, ma finché non vedo non credo».
Tra scuola e allenamenti le resta del tempo libero?
«Non tanto. Torno da scuola, studio e vado a nuotare. Quando ho un po’ di tempo, comunque, cerco di passarlo sempre in compagnia».
A scuola va bene, ha la media dell’8. Non c’è una materia che la mette in difficoltà?
«In realtà la media è dell’8,80, quasi del 9. Per ora, in questo primo anno, nessuna materia mi ha messo in difficoltà, poi vediamo».
Che tipa è Benedetta Pilato fuori dalla piscina?
«Una ragazza normale, allegra, con tutte le paure di una quattordicenne. E, soprattutto, sempre impegnata».
Tra un anno ci sono i Giochi di Tokyo 2020, lì niente 50, bisogna raddoppiare la distanza. Ci pensa già?
«Tutti mi chiedono delle Olimpiadi e dei 100, e ci tengo a dire che il miglioramento più netto, quest’anno, l’ho avuto proprio sui 100, dove sono scesa di 2 secondi. I 100 sono la distanza su cui lavoriamo, ci abbiamo lavorato anche quest’anno e si è visto. Vediamo come andrà l’anno prossimo, io comunque sono tranquilla. Se la qualificazione non dovesse arrivare non mi strapperei i capelli, so di avere ancora tanto tempo».
