Sicurezza bis, è legge: e Salvini ringrazia la Vergine Maria
Il decreto legge Sicurezza bis, provvedimento voluto fortemente dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha incassato l’ultimo via libera del Parlamento e con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale sarà legge. Salvini ringrazia la Vergine Maria: «Il decreto Sicurezza bis che dà più poteri alle forze dell’ordine, più controlli ai confini, più uomini per arrestare mafiosi e camorristi, è legge. Ringrazio voi, gli Italiani e la Beata Vergine Maria».
E nello stesso tempo risuona, nel dibattito, l’attacco dell’ex presidente del Senato Pietro Grasso: «Il decreto traduce in norme i tweet di Salvini. Ancora una volta questo governo umilia il ruolo del Parlamento, ci costringe a ratificare un decreto senza poterlo realmente discutere: testo blindato, emendamenti ignorati, il compito dei senatori si limiterà a timbrare, qualcuno felice e altri meno, il volere dei capi, anzi del Capitano. Il governo sta trasformando il Parlamento in un’aula sorda e grigia, in quel bivacco di manipoli evocato in un periodo di cui alcuni, anche qui dentro, provano nostalgia».
Il decreto Sicurezza bis si compone di 18 articoli di cui i primi cinque riguardano il soccorso in mare dei migranti, Ong e porti chiusi. Gli altri modificano il codice penale con pene più severe nella gestione dell’ordine pubblico durante le manifestazioni di protesta e sportive.
Vediamo i punti principali:
Sarà il ministro dell’Interno e non più quello delle Infrastrutture (punto al centro di diversi scontri istituzionali tra Salvini, che lo rivendicava come suo potere, e Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture a cui spetta la competenza sui porti) «a limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale» per motivi di sicurezza.
L’introduzione di multe molto onerose, da 150mila euro a un milione di euro, per i capitani di imbarcazioni (Ong) che arrivano in Italia nonostante indicazioni contrarie da parte delle capitanerie di porto. Come sanzione aggiuntiva è previsto il sequestro della nave.
Inoltre, il capitano della nave, se contravviene al divieto previsto al punto 1 e non si ferma davanti allo stop imposto dalla Guardia Costiera, può essere immediatamente arrestato.
Lo stanziamento di fondi per il contrasto al reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per operazioni di polizia sotto copertura.
Oltre all’immigrazione, la legge si occupa anche di ordine pubblico, introducendo nuove norme e reati in merito alla gestione dell’ordine pubblico durante le manifestazioni di protesta e sportive.
Pene più severe per chi:
nel corso di una manifestazione usi, senza un giustificato motivo, caschi protettivi o qualunque altro mezzo che renda il riconoscimento della persona difficoltoso;
nel corso delle manifestazioni lanci o utilizzi illegittimamente, in modo da creare un concreto pericolo per l’incolumità delle persone, razzi, bengala, fuochi d’artificio, petardi, fumogeni, gas urticanti oppure bastoni, mazze, oggetti contundenti o comunque atti a offendere.
Inasprite le pene per chi protesta: per i reati commessi durante le manifestazioni diventando un’aggravante il fatto di commettere il reato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale, resistenza a pubblico ufficiale o violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario se commesso nel corso di manifestazioni.
Infine non è più prevista l’archiviazione per «lieve tenuità del fatto» per chi commette reati di violenza, oltraggio o resistenza a pubblico ufficiale».
Viene rafforzato il Daspo per gli eventi sportivi, il provvedimento che vieta l’ingresso negli impianti:
per «coloro che siano denunciati per aver preso parte attiva a episodi di violenza su persone o cose in occasione o a causa di manifestazioni sportive, o che nelle medesime circostanze abbiano incitato, inneggiato o indotto alla violenza;
per «coloro che risultino aver tenuto, anche all’estero, sia singolarmente che in gruppo, una condotta finalizzata alla partecipazione attiva a episodi di violenza, di minaccia o di intimidazione»;
per «coloro che risultino denunciati o condannati, anche con sentenza non definitiva, nel corso dei cinque anni precedenti».
È poi prevista la reclusione da 6 mesi a 5 anni nei confronti di chi commette atti di violenza o minaccia nei confronti di arbitri e altri soggetti che assicurano la regolarità tecnica delle manifestazioni.
Infine le nuove assunzioni di personale amministrativo per gli uffici giudiziari che prevedono «un contingente massimo di 800 unità di personale amministrativo non dirigenziale» con il fine di dare attuazione a «un programma di interventi, temporaneo ed eccezionale, finalizzato ad eliminare, anche mediante l’uso di strumenti telematici, l’arretrato relativo ai procedimenti di esecuzione delle sentenze penali di condanna, nonché di assicurare la piena efficacia dell’attività di prevenzione e repressione dei reati».
