In vacanza? Vacci quando e quanto vuoi. Come funzionano le ferie illimitate per i lavoratori
Immaginate di poter andare in ferie, pagati, quando volete e per quanto tempo volete, senza chiedere il permesso a nessuno. Bene, tra un po’ non dovrete immaginarlo più. Le ferie illimitate sono l’ultima tendenza nel mercato del lavoro americano. Già adottate dalle startup della Silicon Valley, sono sperimentate in questi mesi da colossi come Netflix, Dropbox, Groupon e la «tradizionale» General Electric, che stanno iniziando a offrire determinati posti di lavoro a «ferie aperte».
I nuovi tipi di contratti sono triplicati nel giro di quattro anni, dallo 0,04% sul totale del 2015 allo 0,13% del 2019. Il trend è forse una conseguenza inevitabile della diffusione inarrestabile delle nuove tecnologie di comunicazione, che hanno reso sempre più labile il confine tra vita lavorata dentro e fuori l’ufficio. Il patto tra azienda e lavoratore è semplice: quest’ultimo può staccare dal lavoro quando e quanto vuole, ovviamente dopo aver informato i suoi diretti superiori. Il suo stipendio rimane invariato. In cambio, è tenuto a rispettare tutti gli obiettivi concordati con i superiori, quindi a portare a termine tutti i lavori che gli vengono richiesti, e a offrire massima trasparenza sul numero dei giorni in cui ha scelto di non lavorare. Non lavora «meno»: semplicemente, il suo lavoro è parametrato e giudicato dall’azienda più sul completamento dei suoi obiettivi, che sul tempo trascorso in ufficio.
«Se qualcuno dei miei dipendenti vuole andare in vacanza per due mesi, può farlo. Se deve andare a un matrimonio, o a un funerale, non deve neanche chiederlo. Ci vada e basta», ha detto il fondatore del gruppo Virgin Richard Branson, da sempre uno degli imprenditori più attenti ai propri lavoratori. «Credo che il numero di giorni di ferie concessi in America (circa 15 l’anno, ndr) sia una vergogna. Come diavolo fanno le persone a trovare del tempo per stare con i propri bambini o i propri partner?».
Per questo, il gruppo Virgin è stato uno dei primi gruppi al mondo a offrire contratti con vacanze illimitate. E non certo (non solo) per una spiccata generosità, ma per una precisa scelta imprenditoriale: «Quando tratti i tuoi impiegati come degli adulti e non come dei bambini, loro ti ricompensano lavorando al 100%, diventando più leali alla società e rispettandoti molto di più».
Gli studi confermano. In un recente articolo dedicato al tema, la Harward Business Review ha suggerito un consiglio ai suoi numerosi lettori imprenditori: «Avete assunto i vostri dipendenti per la loro tenacia e il loro talento. Fatevi da parte, voi e le vostre regole asfissianti, e lasciateli essere grandi».
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