Katherine Johnson, la matematica che ha portato l’uomo nello spazio
«Se lei dice ok, allora vado». John Glenn, il primo uomo mandato in orbita intorno alla Terra si fidava solo di lei. Almeno così raccontano gli aneddoti della Nasa e il film Hidden Figures, Il diritto di contare, che raccontava la storia delle donne di colore che lavoravano al programma che portava nello spazio. Una di queste era Katherine G. Johnson che se è andata a 101 anni.
https://twitter.com/NASA/status/1231954422785363968Era una delle figure più importanti della matematica applicata alla ricerca spaziale. Fu lei a calcolare le traiettorie dei primi viaggi dell’uomo nello spazio. In un’America ancora divisa dalla segregazione non è cosa da poco per una donna di colore, figlia di un boscaiolo e di una insegnante. Era nata nel 1918 a White Sulphur Springs nello stato del West Virginia. Si diplomò a soli 14 anni, come una delle prime allieve di colore ammesse alla scuola locale.
https://twitter.com/NASA/status/1231998106792796160Dall’inizio degli anni Cinquanta ha lavorato alla Nasa. Ha calcolato lei le traiettorie della missione Freedom 7 di Alan Shepard e ha partecipato al gruppo di lavoro che ha preparato la missione orbitale di John Glenn. Ha creato, con i numeri, un sistema di comunicazione tra computer nel mondo per seguire la traiettoria della capsula.
https://twitter.com/NASA/status/1231976107618033665Ha lavorato per quasi tutte le missioni spaziali, compresa la Apollo 11 nel 1969, quella dello sbarco sulla Luna, fino a che non ha lasciato la Nasa nel 1986. La Mattel le ha reso omaggio creando una Barbie con il suo nome e le sue sembianze, una Barbie che vuole essere un esempio per tutte le bambine. Il presidente americano Barack Obama, nel 2015, le ha conferito la Presidential Medal of Freedom, la più alta onorificenza civile americana.
