Mantova, ragazza segregata in casa dal padre padrone
MANTOVA. «Non può uscire, i genitori la tengono sequestrata in casa. La vogliono trasferire al loro paese d’origine e lei è disperata, non ne vuole sapere». A dare l’allarme è stata un’amica della ragazza, vent’anni come lei. E quando, mercoledì mattina, gli agenti della squadra Volante sono intervenuti d’urgenza e hanno bussato alla porta della famiglia, immigrata dalla Tunisia più di dieci anni fa, hanno trovato conferma ai sospetti sollevati dalla telefonata di allerta arrivata poco prima alla centrale operativa della questura. La giovane, accompagnata in questura, è stata sentita e, vista la sua espressa volontà di allontanarsi dai genitori e dai fratelli, è stata collocata a casa di un’amica in attesa di ulteriori indagini. La polizia le ha anche restituito il passaporto e la carta di soggiorno che i genitori le trattenevano. Ora, ricevuta una prima relazione sulla vicenda, sarà la Procura di via Poma ad esprimersi rispetto ad eventuali provvedimenti contro i familiari della giovane.
Il questore Paolo Sartori ha intanto disposto che la divisione anticrimine della questura dia inizio a un procedimento amministrativo in vista di una misura di sicurezza personale nei confronti dei genitori della giovane. Anche perché nella casa dove abitano i familiari c’è un precedente: il padre della ventenne in passato è già stato denunciato, assieme alla moglie, per maltrattamenti in famiglia nei confronti di un'altra figlia, al tempo minorenne, poi collocata in una struttura protetta.
Uno stile e atteggiamenti troppo occidentalizzati? O, nelle mire dei genitori, la ragazza era destinata a un matrimonio con un connazionale? Non è ancora ben delineato il movente dei familiari. Quello che si sa è che quando gli agenti si sono presentati alla porta dell’appartamento, i genitori si sono mostrati sorpresi della presenza della polizia mentre la giovane, spaventata, si era appartata sul balcone.
È stata lei stessa a confermare ai poliziotti di volersi allontanare subito dai genitori e dai fratelli, e di essere terrorizzata all’idea che i familiari la riportassero contro la sua volontà nel paese di origine. Ha anche riferito di avere da tempo un rapporto conflittuale con il padre e di volersi allontanare dalla casa che divideva con genitori e fratelli.
Dalla sua il padre ha ammesso di avere un rapporto conflittuale con la figlia e asserito di non aver mai posto limiti alla sua libertà personale. Ha anche riferito agli agenti dell’intenzione di acquistare i biglietti aerei per andare in Tunisia con tutta la famiglia, figlia compresa.
