Studiare architettura a Mantova: consegnato l’attestato a 11 studenti
MANTOVA. Mantova diventa teatro per i giovani appassionati di architettura della prima edizione della Summer School di orientamento “Studiare architettura a Mantova” indetta dal polo territoriale del Politecnico di Milano. Il progetto ha coinvolto undici giovani iscritti al quarto anno di scuola superiore provenienti da diversi istituti lombardi e della provincia di Trento che fino a ieri hanno avuto la possibilità di sperimentare e vivere in prima persona l’esperienza della vita universitaria offerta da un ateneo qualificato.
Nel corso dei tre giorni sono state organizzate attività didattiche, lezioni, laboratori, e pianificate visite guidate nel centro di Mantova, città dal patrimonio artistico, storico e architettonico straordinario «che si pone – afferma Carlo Peraboni, docente di urbanistica e delegato per la attività di orientamento – come un campus all’aria aperta».
Conclusa la tre giorni di orientamento, oggi (9 luglio) è stata organizzata la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione, a cui hanno preso parte i ragazzi, schierati in prima fila e desiderosi di raggiungere subito un nuovo obiettivo. Tutti hanno seguito con attenzione ed entusiasmo le parole di Federico Bucci, prorettore della filiale del Politecnico di Milano, e del docente Carlo Peraboni.
Bucci ha sottolineato più volte che l’obiettivo è rendere sempre più il polo mantovano un’eccellenza dell’architettura, che si apra agli studenti di tutto il mondo, consentendogli di acquisire un respiro più ampio. «Stiamo cercando di attirare studenti anche dall'estero – ha affermato – perché possano comprendere il valore di studiare architettura in una città che ha una storia unica nel suo genere. L’Italia è un paese che è stato reso grande da architetti e artisti che hanno viaggiato tra una città e l’altra. Vogliamo che si mantenga questa caratteristica dell’internazionalità».
Quello del Politecnico è un progetto che non solo offre agli studenti appassionati di architettura la possibilità di scegliere il proprio futuro con più consapevolezza, ma che consente anche a Mantova di acquisire un respiro più ampio verso il mondo grazie alla sua riconosciuta valenza culturale.Sofia Spagnoli
