Mantova, allarme-scuola della Cgil: «Rischio riapertura con Dad e doppi turni»
MANTOVA. Lo spettro delle lezioni seguite da casa, la Dad, e quello dei doppi turni d’ingresso per le superiori di città, tornano ad agitarsi negli ambienti scolastici (non solo locali) in vista della ripresa delle lezioni di settembre. Uno scenario che nessuno tra i soggetti più direttamente interessati – a partire dagli studenti e le loro famiglie ma anche docenti e dirigenti – si augura di rivivere, dopo i due anni da incubo appena conclusi. Ma il timore c’è. E a dar voce a questa forte preoccupazione è la Flc Cgil di Mantova, con un articolato documento firmato dal segretario Pasquale Andreozzi.
«La mia previsione, che spero sia smentita dai fatti, è che di fronte a un'immutata incapacità di intervenire strutturalmente su spazi e trasporti, nonostante due anni vissuti in emergenza a causa della pandemia, l'anno scolastico in provincia di Mantova inizierà con le stesse difficoltà di quello appena concluso».
Il segretario provinciale del sindacato della scuola della Cgil, riassume i nodi critici che, nonostante siano noti dalla primavera del 2020, non sono ancora stati sciolti per garantire un rientro nelle aule per seguire le lezioni in presenza al 100% degli studenti in sicurezza: trasporto scolastico, spazi negli istituti e, per ultimo ma non ultimo, copertura vaccinale di personale e studenti (dai 12 anni in su).
«È inconcepibile - dice Andreozzi - che in Italia non si sia trovato il modo di investire le cifre necessarie a costruire nuovi spazi nelle scuole e che, a Mantova e provincia, l'azienda che gestisce il trasporto pubblico non sia stata in grado di reperire sul mercato un numero sufficiente di mezzi, e personale, per garantire il turno unico di ingresso nelle superiori. Una soluzione, quest’ultima, che ha creato più problemi che altro a famiglie e istituti, con ragazzi che tornavano a casa alle 17 con i compiti da fare per il giorno dopo e altre incombenze come attività sportive alle quali non è giusto che rinuncino. Il doppio turno, lungi dal garantire la sicurezza sanitaria, peggiora la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento».
Occorre precisare che, al momento, non è scontato che si riapra davvero con il doppio turno. Di recente è stata innalzata la quota di studenti pendolari che possono essere trasportati su un mezzo pubblico (pullman o treno che sia), dal 50 all’80% della capienza. Su questo problema tornerà a riunirsi la prossima settimana il tavolo prefettizio per fare il punto sulla situazione. Il tavolo si occuperà anche degli spazi nelle scuole, altro tasto dolente citato da Flc. «Abbiamo istituti come il d'Arco-Este e il Fermi - dice Andreozzi - che versano in una situazione di sofferenza per la carenza di spazi e di aule. In questi anni non è stato fatto un bel nulla, e non mi riferisco solo agli esempi citati ma in generale, per far fronte a questi problemi. Eppure a marzo 2020 sindacati e dirigenti scolatici avevano dato vita a diversi gruppi di lavoro ed erano state elaborate strategie di intervento. Ma queste strategie, non hanno avuto seguito ». Per quanto riguarda i vaccini, Andreozzi osserva che «con una quota, a livello nazionale, del 3% di vaccinati nella fascia 12-19 anni, è difficile che a settembre si arrivi a superare un 7-8% ».
La conclusione di Andreozzi è da allarme rosso per studenti e personale: «I rischi del doppio turno e di altri periodi con la didattica a distanza sono tutt'altro che scongiurati nonostante i vaccini».
