Dichiarazioni non presentate, commercialista di Pavia deve risarcire
PAVIA. Per sei anni non avrebbe presentato le dichiarazioni dei redditi della sua cliente, un’avvocata di Pavia, facendola apparire al Fisco come evasore totale. E per questo un commercialista di Pavia si è ritrovato a processo con l’accusa di truffa. Giovedì mattina il giudice del tribunale di Pavia Raffaella Filoni l’ha condannato a quattro mesi (pena sospesa) e a risarcire l’avvocata con 20mila euro, che dovrà pagare subito.
La cliente del professionista, che aveva ricevuto l’accertamento dell’Agenzia delle entrate ed era stata obbligata a ricorsi e consistenti esborsi di denaro, aveva chiesto 100mila euro di danni materiali e morali. Dal suo canto il commercialista, difeso dall’avvocato Claudia Sclavi, aveva chiesto di poter rimediare all’errore, con la messa alla prova in lavori di pubblica utilità: uno strumento che consente di estinguere il reato ma che è vincolato al risarcimento del danno.
I pignoramenti
Nel corso del dibattimento la difesa ha sondato questa possibilità, ma il commercialista Paolo Spelta, 59 anni, non ha potuto risarcire il danno perché l’Agenzia delle entrate gli aveva pignorato i conti correnti e gli immobili. «Purtroppo questa possibilità non ci è stata concessa – dice l’avvocato difensore Claudia Sclavi –, ma dal dibattimento è emerso chiaramente che il mio cliente non ha agito per profitto, visto che il suo onorario si è aggirato intorno ai 2mila euro. Non ha agito in cattiva fede: c’è stato un errore nei calcoli delle imposte, e una qualche leggerezza nel non avere rimediato. Dopo le motivazioni della sentenza valuteremo se fare appello, anche se la pena è stata molto contenuta». Un pasticcio, dunque, che però per la parte offesa aveva provocato un grave danno.
Le contestazioni
Secondo la ricostruzione della procura, basata sulla denuncia dell’avvocata, il commercialista incaricato di gestire la situazione tributaria della donna, aveva omesso di presentare le dichiarazioni dei redditi per gli anni dal 2011 al 2017. In sostanza all’Agenzia delle entrate in quel periodo non erano state inviate le dichiarazioni Iva e Irap.
Il professionista, però, aveva continuato a ricevere il suo onorario, per un totale di 2.200 euro. Un profitto basso a fronte, però, di un danno alto per la cliente, che si era visto arrivare un accertamento dall’Agenzia delle entrate risultando evasore totale.
Prima di scoprire la sua situazione nei confronti del Fisco, l’avvocata era stata più volte rassicurata dal commercialista che era tutto a posto. Dopo la sentenza del giudice penale si svolgerà nelle prossime settimane, sempre in tribunale ma davanti al giudice civile, l’udienza del procedimento avviato dopo il ricorso dell’avvocato difensore del professionista contro il pignoramenti dei conti correnti e delle ipoteche sugli immobili. —
