E Verratti ci mette il pepe: «Quel rigore...»
COVERCIANO (FIRENZE). Vogliamo mettere un po’ di pepe su questa finale? Ma sì, non facciamoci mancare niente. Sentite cosa dice Marco Verratti sul rigore per presunto fallo su Sterling che ha permesso all’Inghilterra di battere la Danimarca. «È stato un rigore generoso, io non lo avrei fischiato. Loro con quel gol ci hanno vinto la partita e ripeto, per me è stato un rigore generoso».
Marco Verratti è un ragazzo intelligente, ha ormai una caratura mondiale, e a questi livelli è difficile che i giocatori parlino a caso. E se fosse stato tutto calcolato? Se avesse voluto lanciare un sms del tipo “cari amici, qui nessuno è fesso...”? Non giriamoci troppo attorno, il timore che l’Inghilterra possa ricevere qualche piccolo favore c’è. Sta nelle cose, è sempre successo nella storia di chi ospita una grande manifestazione. E questo sarà anche stato un Europeo itinerante, ma mezzo si è giocato a Wembley. Tant’è che l’Inghilterra alla fine dei giochi avrà disputato sei partite su sette in questo stadio.
Ma di messaggi Verratti ne lancia anche un altro: noi non abbiamo paura. «Molti di noi sono abituati al clima che troveremo a Wembley, ci darà forza anche a noi. Giocare in un grande stadio, in una finale dell’Europeo, ci può dare solo enormi stimoli. Dico di più: siamo contenti che abbia vinto l’Inghilterra, ora ci giochiamo tutti una finale storica per entrambe. L’arbitro? Non sarà condizionato, ne sono sicuro». Ecco. Noi guardiamo in casa nostra. E ce la vogliamo giocare senza alcun timore. E siamo sicuri (anzi,Verratti ve lo dice pure prima...) che l’arbitro sarà adeguato. A volte non è male parlare a nuora perché suocera intenda.
Verratti è un pilastro di questa Italia. Mancini ha rinunciato a lui a malincuore a inizio Europeo, poi non l’ha più tolto. «Quello prima degli Europei è stato un infortunio serio, per tre, quattro giorni ho pensato di non farcela, sono tornati gli incubi del 2016. Poi sono riuscito a tornare e anche in ottime condizioni».
Brillano gli occhi a Verratti quando parla della finale. «È il sogno di ogni bambino e per noi si avvera. Il merito è anche di Mancini che ci ha ridato l’entusiasmo e ha riportato l’Italia dove deve stare. Quando giochi un torneo come questo – continua – non ti rendi nemmeno conto di ciò che sta succedendo, tutto passa in fretta, non riesci a restare focalizzato su una partita e a festeggiare il giusto perché c’è un altro match a cui pensare. Ma vedere la gente nelle piazze dà la forza in più per dare l’anima e il cuore in partita. Noi lo faremo, perché non vogliamo avere rimpianti». —
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