Tumori e veleni industriali, la relazione choc sulla Toscana: Massa Carrara la provincia più colpita
Ci si ammala e si muore di più. Uomini, donne e anche bambini. Nonostante le aziende all’origine dell’inquinamento e dei problemi di salute siano chiuse da anni. Per questo quell’area tra Massa e Carrara, 116 ettari dove insistevano le aziende Farmoplant, Rumianca, Ferroleghe, Italiana Coke, è un Sin, un sito di bonifica di interesse nazionale. Un’area nella quale «si osservano eccessi di mortalità generale, sebbene in riduzione» e ancora « eccessi per tutti i tumori (...) e per mesotelioma maligno prevalentemente da ricondurre a esposizioni occupazionali avvenute nel passato nell’area Sin, anche rilevanti per altri soggetti non residenti nel Sin ma che vi avevano lavorato; eccessi sono evidenziati inoltre negli uomini per tumori maligni dello stomaco ed emolinfopoietici (tumori all’apparato che produce globuli bianchi e piastrine), mentre nelle donne per tumore al pancreas, melanoma cutaneo e tumori del sistema nervoso centrale».
Lo scrivono i tecnici dal Coordinamento regionale ambiente e salute (Coreas) nel “Rapporto sullo stato di salute nei quattro siti di bonifica in Toscana”. Nel 2013-2015, si legge nell’indagine, tra i residenti maschi a Massa e Carrara, «per le sedi tumorali con evidenza sufficiente o limitata di associazione con le esposizioni ambientali, si osservano eccessi di tumori maligni dello stomaco (+22%), del fegato (+84%), mesoteliomi pleurici (+139%: tumore maligno ai polmoni) e del sistema emolinfopoietico (+17%) e un difetto di tumori nei tessuti molli (-62%). Nelle donne – prosegue la ricerca – si osserva un eccesso di tumori maligni del fegato (+35%) e un difetto di tumori polmonari (-22%). Per le altre sedi tumorali, tra gli uomini si osservano eccessi di tumori dell’esofago (+108%), mentre tra le donne si rileva un eccesso di tumori del pancreas (+ 26%), di melanomi cutanei (+ 39%: tumori della pelle) e di tumori del sistema nervoso centrale (+ 92%)». Il documento è un aggiornamento, per la Toscana, della quinta edizione dello studio epidemiologico nazionale Sentieri, pubblicato a giugno 2019 e coordinato dall’Istituto superiore di sanità in 45 Sin.
Se i nuovi dati sono disponibili il merito è del presidente del comitato “Il Mondo nelle nostre mani” Pietro Morelli e del suo vice Luca Iacopetti che hanno richiesto alla Regione il documento. L’aggiornamento, che ha richiesto quasi cinque mesi di lavoro, era già stato inviato anche ai Comuni interessati: Massa e Carrara, Livorno e Collesalvetti, Orbetello, Piombino. Si tratta di un’attività di approfondimento sulle zone inquinate approvata dalla Regione nel dicembre 2019, che prevede anche una serie di studi di microarea, finalizzati a chiarire ulteriormente le situazioni sanitarie di questi territori, ancora avvelenati da decenni di industria chimica, per stabilire gli interventi di bonifica da attuare. Rispetto all’ultima edizione nazionale di Sentieri, sono stati aggiornati di quattro anni i dati sulla mortalità e di sei quelli sui ricoveri, in precedenza fermi entrambi al 2013. Sono disponibili anche le informazioni relative ai primi tre anni di attivazione del registro tumori. I dati sul mesotelioma, vanno dal 1988 al 2019. Il registro delle malformazioni congenite, fermo al 2015, è stato aggiornato al 2018. A Massa Carrara restano eccessi di mortalità generale (+11% negli uomini e +9% nelle donne). Tra i maschi si segnalano morti in eccesso per tumori del sistema linfoematopoietico (+21%) e per tumori del fegato «riconducibili anche a esposizioni da inquinamento provocato da inceneritori» (diossine e furani, entrambi composti tossici e pericolosi). Il dato sulla mortalità maschile complessiva, però, risulta in calo del 5% rispetto al passato, mentre quella femminile aumenta del +4%. Nelle donne si registra un eccesso del +16% per le malattie del sistema digerente. Si confermano anche «eccessi per malattie cardiovascolari in entrambi i generi che richiamano l’attenzione su determinanti ambientali e in particolare sull’inquinamento da polveri sottili». Rispetto al passato sembra emergere una diminuzione del rischio. «La forte riduzione del numero di eccessi di ricoveri ospedalieri, per queste malattie particolarmente pronunciata per gli uomini – scrive il Coreas – è indicativa dell’attenuazione del carico di malattia». Nelle donne, però, si confermano eccessi di ricoveri per tutti i tumori maligni (+2%), in particolare del fegato (+41%). Persistono «eccessi di mortalità nella popolazione pediatrico-adolescenziale-giovanile». Per le malformazioni congenite, infine, si registra «un solo eccesso di rischio per le anomalie dell’apparato digerente (+54%)». —
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