Stadio Roma, querelle infinita. Ora i Friedkin pensano di restare all’Olimpico
NOTIZIE AS ROMA – Una querelle infinita. Lo stadio della Roma non trova sbocchi positivi, e continua a trascinarsi stancamente dietro scorie e questioni irrisolte senza soluzione di continuità.
La Roma sperava di avere in mano l’addio al progetto di Tor di Valle, formalizzato con la revoca della delibera della pubblica utilità, e invece il dossier è ancora apertissimo, scrive l’edizione odierna de La Repubblica. Perché sulla delibera con cui il Campidoglio dovrebbe dire definitivamente addio al progetto si è alzato un polverone.
I consiglieri più titubanti tra i ranghi della maggioranza grillina preferirebbero che l’atto venisse riscritto dagli uffici: nel documento si fa continuamente riferimento alla Eurnova di Luca Parnasi, ormai è uscito di scena dato che le aree sono state acquistate dalla Cpi del tycoon ceco Radovan Vitek per 45 milioni di euro.
Il guaio è che le lancette corrono verso la fine della consilitatura e ancora non ci sono certezze. Se non quella che la pazienza della Roma dei Friedkin non è infinita. Il club giallorosso sa che se si perderà questo treno, per arrivare all’addio a Tor di Valle potrebbe servire almeno un altro anno.
Gli investitori ci sono, sono pronti a scendere in campo. Ma vogliono sfruttare il trend della ripresa post-Covid, i fondi del Recovery Plan che dovrebbero far finalmente ripartire l’economia della capitale. Se non sarà possibile cavalcare quell’onda, il ragionamento che fanno i vertici giallorossi è semplice: la Roma può restare all’Olimpico, impianto di proprietà dello Stato su cui la società non investirà un euro.
Fonte: La Repubblica
