Canossa, morto Andrea Caiti: 44enne mastro casaro del caseificio di Selvapiana
CANOSSA. Martedì sera, a 44 anni, è morto Andrea Caiti, e ora tutta Selvapiana lo piange. Nel “Caseificio Colline di Selvapiana e Canossa”, infatti, dal 2011 era impegnato come mastro casaro, e tutti ne riconoscevano la notevole abilità, unita a quell’umiltà che è solo dei grandi.
A Selvapiana, Caiti non solo lavorava ma anche viveva, assieme alla compagna Alessandra Severi (figlia di uno dei quattro soci storici della latteria, che ora fa parte del gruppo Dalter Food Group) e il figlio Walter, di appena sei anni. Nato a Borzano di Albinea, rimasto orfano del padre da bambino, Caiti ha proseguito il cammino dei suoi predecessori con quel connubio di sapienza e semplicità che tutti gli riconoscevano, grazie a un’esperienza profonda e consolidata maturata al fianco di Luigi Montruccoli, mastro casaro esperto che ha lavorato per oltre 30 anni nei caseifici della zona.
La sua prima esperienza come garzone è avvenuta nel caseificio di Villa Curta, a Reggio, poi ha iniziato la sua scalata. Prima di raggiungere lo storico caseificio di Selvapiana, aveva lavorato anche nel Modenese, al caseificio di San Michele.
«È stato Andrea – si legge sul sito del caseificio Colline di Selvapiana e Canossa, dove viene reso un piccolo tributo a tutti i lavoratori – che in tutti questi anni, fino ad oggi, ha saputo portare avanti e trasmettere con sapienza e maestria la preziosa eredità, tramandatagli da Luigi Montruccoli, alle persone che hanno lavorato al suo fianco nel rispetto degli antichi metodi di lavorazione».
Nel 2013, alla cinquantesima edizione della Festa del casaro reggiano, Caiti ha ricevuto lo Spino d’Argento, premio assegnato sulla base dell’ottimo risultato ottenuto nella fase di espertizzazione delle forme di Parmigiano Reggiano, valutate dagli esperti del Consorzio di Tutela. Nel 2018 si è aggiudicato il premio del “taglio della forma” Città di Casina, al tradizionale Palio. Un anno più tardi, al World Cheese Awards a Bergamo, ha vinto la medaglia d’argento con la Nazionale del Parmigiano Reggiano. Professionalità, sapiente uso della tradizione, uniti a una grande passione e maturata competenza erano le caratteristiche per cui Caiti si è sempre distinto.
Alla passione per il suo lavoro, poi, affiancava l’amore smisurato per la sua famiglia. Ma non faceva mancare un sorriso a nessuno, ed era benvoluto da tutti. Ieri sera, nella chiesa di Ciano, amici e parenti si sono stretti in un abbraccio alla sua compagna e a suo figlio, e lo hanno ricordato recitando il rosario.
