Assegno unico al via: corsa alle domande per 100 mila famiglie del Fvg
UDINE. Da giovedì 1° luglio almeno 100 mila famiglia residenti in Friuli Venezia Giulia possono presentare la domanda per ottenere l’assegno temporaneo per i figli minorenni.
L’importo va da un minimo di 30 a un massimo di 217 euro a figlio a carico. Si tratta di una misura ponte con scadenza alla fine dell’anno, nell’attesa che da gennaio 2022 entri in vigore l’assegno unico, la misura che abolirà i vari bonus, compreso quello per i bebè, le detrazioni fiscali e tutti gli aiuti previsti per la famiglia. Si tratta di una vera e proprio rivoluzione che entrerà a regime da gennaio.
Dal primo luglio, invece, e fino al 31 dicembre possono presentare le domande per ricevere l’assegno temporaneo i lavoratori autonomi titolari di partita Iva, i disoccupati, i coltivatori diretti, coloni e mezzadri, i titolari di pensione da lavoro autonomo e nuclei familiari che non hanno diritto agli assegni familiari e che hanno un reddito Isee fino a 50 mila euro.
Chi già riceve invece gli assegni familiari può chiedere l’adeguamento degli importi destinati anche ai figli maggiorenni, fino a 21 anni d’età, se inabili, studenti, apprendisti o componenti di famiglie numerosi.
Al momento non esistono numeri certi sugli aventi diritto: le circa 100 mila famiglie stimate con la collaborazione del ricercatore dell’Ires, Alessandro Russo, si riferisce al numero delle famiglie con minori a carico, che a fine 2019 era pari a 91.279 unità. Considerato che da allora il dato è in crescita, si stima che il numero possa coinvolgere in regione circa 100 mila nuclei familiari. La fetta più grossa risiede in provincia di Udine (quasi 40 mila), seguita da Pordenone (circa 28 mila) Gorizia (12 mila) e Trieste (20 mila).
Le domande vanno presentate attraverso il sito dell’Inps attraverso lo Spid, la carta di identità elettronica 3.0, carta nazionale dei servizi o il Pin Inps rilasciato entro il primo ottobre 2020, dai diretti interessati, i quali possono rivolgersi anche ai Patronati.
Va inoltrata una domanda per figlio minore. Non tutti hanno facilità di accedere online e anche per questo stanno telefonando ai Patronati che, come conferma Renata Della Ricca, la segretaria provinciale della Cisl, hanno gli appuntamenti già fissati fino alla fine del mese. Dalla partita sono esclusi i commercialisti e i consulenti del lavoro, questi ultimi si limiteranno ad adeguare l’importo degli assegni familiari dei lavoratori dipendenti coì come gli verrà comunicato dall’Inps.
L’importo cambia a seconda della fascia di reddito Isee in cui si colloca il nucleo familiare. Le famiglie più povere, con un Isee che non supera i settemila euro e due figli minori a carico ricevono 335 euro al mese, se i figli sono tre la cifra sale a 653,4. Le famiglie meno abbienti, invece, con un reddito Isee da 39.900 a 50 mila euro con due figli a carico ricevono 60 euro al mese (30 per ogni figlio), mentre si i figli sono tre la cifra arriva a 120 euro al mese, 40 per ogni figlio.
Gli importi saranno accreditati sul conto corrente o libretto postale indicato nella domanda. «La curva è molto decrescente» fa notare il presidente udinese dell’Ordine dei commercialisti Alberto Maria Camilotti, secondo il quale il parametro del reddito Isee è più equo rispetto al solo reddito da lavoro.
Il consiglio resta quello di affrettarsi a presentare le domande anche perché le richieste che saranno inoltrate dopo il 30 settembre non daranno diritto agli arretrati. I detentori del reddito di cittadinanza invece viene esentato dalla presentazione della domanda.
Entro il 31 dicembre anche i beneficiari degli assegni familiari devono presentare la domanda di adeguamento. I nuclei familiari con due figli minori a carico riceveranno una maggioranza di 37,5 euro per ogni figlio, vale a dire 74,4 euro al mese, mentre le famiglie con tre figli minori a carico riceverà 55 euro sempre per ciascun figlio.
