In barena lo spettacolo dei Beccapesci: migliaia di ore di volo per nutrire i piccoli
VENEZIA. Uno spettacolo della natura. Migliaia di chilometri percorsi avanti e indietro, sempre sullo stesso breve percorso. Per pescare e portare il cibo ai piccoli. Nelle barene artificiali a Nord dell’Arsenale, tra il canale delle Navi e San Michele, hanno messo su casa migliaia di «Beccapesci», uccelli pescatori dal tipico stridìo.
Lontani parenti della gabbianella, bianchi con la testa nera, agili e abilissimi pescatori. Ogni giorno, più volte al giorno, i beccapesci “decollano” dalla loro base di fronte all’Arsenale, percorrono qualche chilometro in direzione del Lido. Si tuffano e tornano al nido con il pesciolino appena pescato da dare ai piccoli. Un vero spettacolo, che si può ammirare anche a bordo dei mezzi Actv del GiraCittà diretti al Lido.
Una colonia in aumento, quella dei Beccapesci. Perché la laguna è l’unico luogo d’Italia, insieme alla laguna di Manfredonia in Puglia, dove hanno scelto di nidificare. Una specie sotto osservazione da parte degli esperti naturalisti. Tra questi anche il cardiologo veneziano Roberto Valle. Che da qualche anno, insieme all’amico Paolo Garlato, documenta e censisce lo stato di salute della specie.
«I cambiamenti climatici minacciano anche le specie animali», ci aveva detto l’anno scorso. Un’ acqua alta eccezionale per il mese di luglio si era portata via migliaia di uova, depositata dagli uccelli nelle terre emerse in genere al riparo dalla marea in estate . Una strage che si è ripetuta, pur se in forma minore, anche quest’anno. L’acqua alta di qualche giorno fa ha distrutto qualche centinaio di uova. «Si potrebbero studiare rimedi», suggerisce Garlato, «come ad esempio il rialzo di qualche decina di centimetri della barena».
Il Beccapesci (Stama Sandvicensis) intanto continua le sue peregrinazioni. Si è anche abituato al traffico delle barche, ripreso dopo un anno di sosta, alle Grandi Navi e ai vaporetti. Arriva ad alta velocità e si tuffa, riemergendo con il pesciolino stretto nel becco. Non ha paura nemmeno dei sempre più presenti cormorani, che di pesce ne mangiano dieci chili al giorno. Ma dell’acqua alta adesso sì. —
