Varianti Covid: 68 i contagi, nuovi focolai Delta in Veneto
VENEZIA. Bandierine avverse disseminate nella mappa del Veneto. Quelle della variante Delta del Covid (l’ex indiana, così ribattezzata in nome del politically correct) caratterizzata da maggiore trasmissibilità rispetto al ceppo originario e alle stesse mutazioni “concorrenti”, in primis l’Alfa, alias inglese, tuttora dominante. Fortunatamente, alla sua spiccata capacità di contagio non sembra coniugarsi un’accresciuta patogenicità, permane però il rischio d’infezione per la popolazione priva di vaccino e la circostanza spinge l’autorità sanitaria ad elevare il livello di guardia. Ad oggi, si apprende dal “Bollettino di sorveglianza delle varianti” diffuso dalla Regione, i nuovi focolai Delta sono stati intercettati ad Isola Verde, nel litorale di Chioggia, e nella città di Padova.
L’ARRIVO DELL’AMBULATORIO MOBILE
Nel primo caso il cluster si è sviluppato nel campus estivo diretto da Mauro Bergamasco, veterano del rugby: un ragazzino padovano di dieci anni, colto da cefalea, è risultato positivo al tampone molecolare e così altri cinque coetanei e due accompagnatori adulti.
Evidente il timore di ulteriore diffusione nel campeggio ma gli accessi separati rispetto al resto dei vacanzieri (piscina, pasti, docce, alloggi) sembra avere scongiurato la minaccia né risultano casi di sintomatici vaccinati»; una mamma, completato il ciclo Moderna, è stata infettata dal figliolo ma non presenta alcun sintomo. Fin dalla mattinata, all’Isola Verde è attivo l’ambulatorio mobile inviato dall’Ulss Serenissima; si tratta di una camper attrezzato per eseguire test rapidi di terza generazione e l’accesso è libero e gratuito per chiunque voglia verificare il proprio stato di salute.
MA L’ALFA INGLESE RESTA DOMINANTE
Nella città del Santo, invece, ad innescare l’allarme è stato il ricovero di una cinquantenne in terapia intensiva; testati, sia il figlio che il marito della donna sono risultati positivi; quest’ultimo lavora come ristoratore a Padova Nuoto: i tamponi somministrati ai colleghi hanno dato esito negativo ma anche il ragazzo frequenta il centro sportivo, perciò il suo gruppo è stato posto in quarantena in attesa dei controllo. Non basta. Tra i contatti positivi della donna vi è una tredicenne (con relativi genitori) che ha preso parte ad un centro estivo: immediato l’isolamento di una decina di bambini. La paziente, per parte sua, insegnava ginnastica ad un gruppetto di anziani nel vicino comune di Ponte San Nicolò ma «ad ora non si è riusciti a identificare i contatti legati alla sua attività lavorativa». Morale (provvisoria) della favola: secondo il dipartimento prevenzione, le persone contagiate dalle varianti in territorio veneto sono attualmente 68: a fare la parte del leone, si diceva, è l’Alfa britannica (43), seguono a distanza la Gamma brasiliana (15) e la fatidica Delta, con una decina di casi. Attenzione: le cifre, inferiori a volte ai contagi riscontrati, non attingono albacino generico ma si riferiscono all’avvenuta sequenziazione dei ceppi isolati da parte dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie.
APPELLO AI VENETI DEL GOVERNATORE
«Le varianti virali sono ubiquitarie, illusorio sperare che si arrestino ai confini nazionali», il commento del governatore Luca Zaia «ma noi siamo sul pezzo e il testing estivo che ho voluto a tutti i costi, 30 mila tamponi giornalieri giudicati un’esagerazione da più parti, darà i suoi frutti sul piano della profilassi perché i controlli random, casuali, permettono di intercettare e sequenziare soggetti asintomatici altrimenti invisibili». C’è ragione di temere la minaccia Delta? «Niente allarmismi, abbiamo un grande vantaggio che si chiama vaccino, penso soprattutto agli over 60 ai quali sono riservati ben tre canali d’accesso. Ai veneti però raccomando prudenza: proteggetevi indossando la maschera in modo intelligente, curando l’igiene delle mani, evitando assembramenti che diventano nubi di aerosol. Ne usciremo»
