Una perizia sulla Dolomiti ambiente: sotto la lente la candidata a gestore unico
Belluno
Si delinea il quadro per l’affidamento della gestione del ciclo integrato dei rifiuti da parte del Consiglio di Bacino. Una partita in cui giocheranno un ruolo fondamentale le società partecipate dei Comuni: Bellunum, Valpe ed Ecomont puntano ad acquisire le quote di Dolomiti ambiente che oggi sono della Provincia. Palazzo Piloni le deve dismettere perché non ha più la competenza sullo smaltimento e la legge Madia impone di “disfarsi” delle società che non svolgono servizi di diretta competenza dell’ente.
Una volta completata l’acquisizione, previa perizia che dovrà essere fatta perché bisogna conoscere l’esatto valore della società della Provincia, debiti e crediti compresi, il Consiglio di Bacino potrà affidare il servizio a Dolomiti ambiente, con le partecipate ad occuparsi della raccolta nei territori in cui già operano. Nel lotto manca Ponte servizi perché dovrebbe entrare in Valpe, come ha spiegato Walter Cibien. Il quadro, semplificando una materia che è parecchio complessa, è questo, ma non mancano gli aspetti da chiarire.
Ad esempio la questione del controllo che avranno i Comuni su Dolomiti ambiente, non essendone soci. Il sindaco Massaro, dpo aver ricostruito il quadro della situazione, ha proposto una serie di emendamenti all’atto di indirizzo portato ieri in consiglio per permettere a Bellunum di procedere nel percorso. La delibera votata ieri è improntata alla prudenza: Bellunum dovrà essere parte integrante del processo di affidamento del servizio, ma ogni decisione viene subordinata alla perizia su Dolomiti ambiente e alla due diligence che verrà effettuata sulla società. Perché le perplessità non mancano.
Paolo Bello (Pd) leggendo il bilancio 2019 di Dolomiti ambiente ha notato un debito di 4,5 milioni e crediti non riscossi per 1,2 milioni. «Se la società è sana perché la Provincia la vende? E se è malata, perché la compriamo?», ha chiesto. «Questa operazione risponde a criteri di efficienza, efficacia ed economicità?», si è chiesto Addamiano. Anche Massimo De Pellegrin vuole certezze sulla situazione di Dolomiti ambiente, «perché non possiamo far pesare sui contribuenti eventuali nostri errori».
I dubbi potranno essere sciolti dall’analisi sulla società, ha spiegato Walter Cibien con competenza: «Il prezzo di Dolomiti ambiente sarà stabilito con una perizia accurata», ha spiegato. Il capogruppo di In Movimento ha invitato i colleghi a non spaventarsi per l’operazione, perché Bellunum ha la capacità di acquisire le quote societarie e ha avvertito: «Il mondo dei rifiuti è un business che fa gola: io credo debba rimanere assolutamente pubblico. Anche perché abbiamo dalla nostra l’esperienza di Bellunum». Società portata come fiore all’occhiello e che si vuole abbia un peso rilevante nel processo ormai avviato.
L’atto di indirizzo è passato con i voti della maggioranza e del Pd.A.F.
