Salassa, morì sotto la rotoballa da oltre una tonnellata: nei video la dinamica dell’infortunio
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Davide Cerutti in aula si dice sicuro che a spostare i cassoni posti a protezione della zona delle grandi rotoballe fu la vittima stessa. Chiamato a testimoniarlo, afferma di averlo visto in un video di sicurezza che gli avvocati di sua madre, Luca Fiore e Franco Papotti del foro di Ivrea, hanno promesso di produrre alla prossima udienza, che si terrà di fronte alla giudice Antonella Pelliccia il prossimo 27 novembre.
Cerutti è il figlio dell’imputata, Elide Serena Cerutti di 67 anni, titolare della Rg Polietilene Sas di Salassa, accusata di omicidio colposo per la morte dell’operaio Salah Semhani, di origini marocchine, residente a Favria dove era conosciuto e benvoluto da tutti, che si è spento a 50 anni, sotto un’enorme rotoballa dal peso 1.040 chilogrammi.
Fu proprio Davide Cerutti, quella mattina, a trovare l’operaio sotto la grossa matassa di plastica. I video mostrati in aula hanno chiarito anche l’ora del ritrovamento: alle 8.38 circa si vede il figlio della proprietaria e socio lavoratore della ditta, correre e urlare verso il lavoratore rimasto schiacciato. «La mattina - ha testimoniato -, passando vicino a uno degli estrusori per materie plastiche mi sono accorto che c’era un operaio che mancava. Ma non si sono allarmato, pensavo fosse andato in bagno. A un certo punto, però, facendo un giro nel piazzale delle rotoballe, mi sono accorto che una era fuori posto. Così sono andato a sollevarla con il carrello elevatore. Quando l’ho alzata mi sono accorto che sotto c’era Salah. Allora ho urlato e sono corso verso di lui. Ho visto che era immobile e non aveva polso».
Incalzato dalle domande del pubblico ministero Alessandro Gallo, Cerutti ha spiegato anche la posizione delle rotoballe, della cui disposizione si era occupato personalmente. «Solitamente - spiega -, se ne mettono due una sopra l’altra. In alcuni casi, come questo, sono invece tre. Per questo mettiamo dei cassoni a protezione per evitare che cadano».
Davanti alla rotoballa dove lavorava l’operaio, tuttavia, quei cassoni non c’erano. «In un video - sostiene Cerutti sollecitato dagli avvocati -, si vede che è stato proprio lui a toglierli». La prossima udienza sarà quella della verità.
