Vaccini, l’entusiasmo degli adolescenti reggiani: «Siamo felici di farlo per tornare a vivere»
REGGIO EMILIA. Quasi la metà dei reggiani fra i 12 e i 19 anni devono ancora prenotarsi per il vaccino. Ma fra quelli che ieri pomeriggio erano in coda alle Fiere di Mancasale per ricevere la prima dose – una trentina fra le ore 14 e le 15 – il sentimento prevalente era l’entusiasmo.
Talvolta persino molto più alto rispetto a quello dei genitori che, non di rado, hanno avuto bisogno di qualche spinta in più da parte dei figli per concedere il loro consenso. C’è chi non vede l’ora di dire addio per sempre alla didattica a distanza, chi si vuole godere con maggiore serenità l’estate, chi vuole proteggere familiari fragili e amici e persino chi, dovendo scegliere fra l’appuntamento per il vaccino e un viaggio già programmato, ha scelto il primo.
Sofia Simonazzi ha appena 12 anni, l’età più bassa in cui attualmente è concesso vaccinarsi. È in compagnia della mamma Sara e insieme a lei sta aspettando seduta che passi il quarto d’ora di routine dopo aver ricevuto la prima dose. «La decisione di prenotarsi al vaccino – spiegano – è stata condivisa, li abbiamo sempre fatti tutti e anche in famiglia abbiamo aderito al cento per cento. Speriamo di poter tornare a una vita normale il prima possibile».
Convinto anche Mattia Biacca, 16 anni: «Lo hanno fatto praticamente tutti i miei amici. Io voglio stare più tranquillo con me stesso e sicuro anche durante le vacanze, riducendo così i rischi di un contagio». Una decisione «condivisa da entrambi – ribadisce il padre, Massimo –. Vista la situazione e dato che Mattia frequenta ancora le superiori vogliamo evitare che torni a fare la didattica a distanza e allo stesso tempo fare in modo che sia più sicuro durante le lezioni».
Chi invece ha avuto bisogno di una leggera opera di persuasione è Patrizia Carrara, alle Fiere per accompagnare la figlia Giulia Davoli, 17 anni: «Non ero sicurissima, mi ha convinto lei. Io avevo qualche dubbio, soprattutto in considerazione dell’età di mia figlia».
Alla fine, però, ha vinto Giulia. Che spiega: «È stata una mia scelta e sono molto emozionata. È un’opportunità che non tutti sono riusciti ad avere e credo sia l’unica maniera per aggiustare la situazione il prima possibile e tornare a spostarsi in sicurezza. Durante la didattica a distanza ho sofferto molto, non mi è piaciuta per nulla. Sogno che vaccinandoci si possa evitarla o quantomeno alternarla con le lezioni in presenza».
Più improntato all’estate invece il pensiero di Daniele Romani, 14 anni, in attesa della vaccinazione con la mamma Paola: «Sono contento, spero di poter passare le vacanze in tranquillità». C’è poi chi, come Claudia Sforacchi, ha colto la palla al balzo prenotando lo stesso giorno per entrambi i figli: Mia (18 anni) e Manuel (15 anni) Cavazzoni.
«Provo un fortissimi desiderio di tornare alla normalità – spiega Mia – come credo un po’ tutti da quando è iniziata la pandemia. Per quelli della mia età vaccinarsi vuol dire tornare a uscire e stare assieme senza più paura, poterci godere di nuovo la gioventù». Certo, ammette, «un po’ di timori li avevo, sopratutto quando ho letto della ragazza di 18 anni morta dopo aver fatto il vaccino. Ma si deve credere nella scienza e fidarci di chi sa». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il fratello Manuel: «Volevo vaccinarmi fin da subito, penso che sia l’unica arma che abbiamo per stare bene senza rischi, è un beneficio per tutti».
Non così immediato invece il convincimento della madre Claudia, che ha giustamente soppesato rischi e benefici: «L’unico dubbio era sull’età dei miei figli, visto che è stato dimostrato che i giovani non hanno quasi mai sintomi gravi. Ho messo sul piatto della bilancia i possibili effetti collaterali dei vaccini e alla fine ho ritenuto fosse un bene per la nostra famiglia e per la comunità aderire alla campagna».
In coppia anche le sorelle Lucilla e Isabella Montipò, 15 e 14 anni, entrambe speranzose di tornare a «una scuola in presenza, molto più allettante, e a uscire con meno restrizioni. Siamo tranquille, ci fidiamo dei medici e della scienza». C’è poi chi come Rosa, 14 anni, e la sua famiglia ha fatto una scelta non da tutti: «Rimandare un viaggio a Disneyland, senza il vaccino ci saremmo sentiti meno sicuri, d’altronde hanno sempre salvato la vita a tantissime persone da quando li hanno inventati».
Convintissimi anche Filippo Zanetti, 13 anni, e la madre Giuliana Vezzani: «Spero che a settembre ci sia più libertà, così come sta accadendo ora. Vaccinarsi è un dovere». Ma il premio per l’entusiasmo, forse, lo vince la 19enne Giulia Foroni, studentessa di Matematica a Unimore. «Ero più che certa di fare il vaccino, non vedevo l’ora e mi sono prenotata in farmacia non appena hanno aperto per la nostra fascia di età. Tutti nella mia famiglia sono casi a rischio e volevo proteggere loro oltre che me stessa: se mi ammalassi io non sarebbe un grosso danno, se si contagiassero loro sì».
