Il Collio scommette sul Pinot Bianco: «Prodotto-bandiera, è il vino del futuro»
DOLEGNA. Sette grandi aziende per un vero e proprio patto di promozione del Pinot Bianco. Una rete d’impresa, quella messa in piedi da sette storici protagonisti del mondo vitivinicolo del Collio, che punta alla valorizzazione di quello che viene considerato il prodotto-bandiera del territorio per il futuro.
A unirsi in un’associazione che sosterrà il Pinot Bianco del Collio nel mondo sono state le aziende Castello di Spessa, Livon, Pascolo, Russiz Superiore, Schiopetto, Toros e Venica&Venica. Marchi che hanno fatto la storia della viticoltura locale e regionale e che, su proposta del decano del settore Marco Felluga, hanno deciso di unire le forze in una terra in cui il Pinot Grigio ad oggi la fa da padrone sul fronte della produzione con il suo 30% di vinificazioni, ma il Pinot Bianco vuole ritagliarsi uno spazio sempre più importante e crescere dal suo attuale 10% (76 mila bottiglie circa).
«La rete d’impresa Pinot Bianco – è il ragionamento che hanno fatto i sette – è un progetto innovativo promosso da cantine che credono in questo vitigno come simbolo di una produzione di eccellenza in una regione nota nel mondo proprio per i suoi vini bianchi. Ci consideriamo “sentinelle” del Collio con l’obiettivo di esaltarne le peculiarità e con l’intento di preservare il Pinot Bianco e lanciarlo nel firmamento dei vitigni a bacca bianca più conosciuti ed apprezzati».
A riassumere la valenza di quest’iniziativa è stata la frase pronunciata da Ornella Venica: «Il Pinot Bianco è il vino che può diventare il nostro portavoce più prezioso perché coinvolge davvero tutti con la sua eleganza». E ha aggiunto: «Siamo convinti che questo progetto al quale per ora abbiamo aderito in sette, a breve vedrà la partecipazione di altre aziende».
Marco Felluga, promotore dell’idea, è sicuro: «Con il Tocai sappiamo come è andata, ora possiamo dire che il Pinot Bianco sarà il nostro vino del futuro.
Ho proposto ai colleghi di creare un gruppo con cui far conoscere i nostri vini bianchi ed in particolare appunto il Pinot Bianco: oggi siamo qui a concretizzare questa nostra volontà». «Nel Collio - ha spiegato - ci sono poco meno di 1.700 ettari che possono dare vini meravigliosi: di questi quelli vitati sono circa 500. Le potenzialità per produrre ancora di più, dunque, ci sono. D’altronde, siamo la zona dove si producono i più grandi vini bianchi del mondo».
Nel corso della mattinata di presentazione del progetto all’azienda Pascolo di Ruttars c’è stato anche un assaggio dei Pinot Bianchi delle sette aziende. «Siamo fieri di ospitare quest’evento – hanno evidenziato i padroni di casa –. Qui c’è grande energia ed entusiasmo ed il Pinot Bianco è il vino probabilmente più rappresentativo di questo nostro territorio: crediamo fortemente in questo progetto».
Presenti anche le istituzioni a questo momento così significativo per la viticoltura locale: «La vostra – ha commentato il consigliere regionale Franco Iacop, che ha portato il saluto dell’intera assise triestina – è un’attività che ha segnato un territorio e formato produzioni di altissimo livello.
Siete bravi a cogliere una ricchezza di questa nostra zona. È un bene farci conoscere nel mondo per le nostre specificità: stiamo uscendo da una pandemia, speriamo, e dobbiamo cogliere le opportunità attraverso il lavoro quotidiano».
A esplicitare il pensiero dei sindaci del Collio è stato Daniele Sergon, primo cittadino di Capriva: «Sono un amante del Pinot Bianco e quindi plaudo con entusiasmo a questa vostra innovativa iniziativa – ha detto – il vostro è un segnale di ripartenza». —
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