Finisce con un ricorso al Tar il maxi appalto dell’illuminazione di Gorizia
GORIZIA. Settemila lampadine da sostituire in centro e in periferia con impianti a led che assicureranno il 40% in più di illuminazione a minori costi. «Sette milioni di investimento», ha spiegato di recente il sindaco Rodolfo Ziberna. Tre le aziende che hanno risposto al bando di project financing: Hera Luce, Citelum Sa e Enel X.
Sin qui, nulla di nuovo. Si tratta del maxi-progetto di rifacimento integrale degli impianti-luce della città, denominato “Valutazione di fattibilità per la riqualificazione del servizio di pubblica illuminazione e la realizzazione di interventi smart city”. La novità odierna è che un ostacolo è emerso sul percorso verso la realizzazione di quest’opera molto attesa. Si tratta di un ricorso al Tar. A presentarlo l’avvocato Paolo Pettinelli del Foro di Venezia per conto di una delle tre società concorrenti: la Citelum Sa (con sede legale a Parigi e sede secondaria a Milano). L’obiettivo è l’annullamento, previa sospensione cautelare dell’efficacia, di una nota dell’architetto Alessandro De Luisa, dirigente del settore delle opere pubbliche, riguardante l’aggiornamento delle proposte per l’efficientamento del servizio di pubblica illuminazione; della Relazione finale di valutazione delle proposte di fattibilità predisposta dal Servizio lavori pubblici e di altre documentazioni predisposte dallo studio legale “Bird & Bird” e dalla dottoressa Veronica Vecchi e soprattutto della delibera giuntale numero 77. Quest’ultimo documento, seplificando al massimo, aveva stabilito che la proposta di maggior interesse, tra le tre pervenute, era quella di Enel Sole srl, che tuttavia dovrà essere ulteriormente integrata e modificata, in relazione ad alcuni aspetti indicati nella delibera in questione, prima di essere soggetta alla valutazione conclusiva finalizzata alla formale dichiarazione di fattibilità. Ma a seguito di tale decisione, «la proposta di Citelum (così come quella di Hera Luce) – si legge nell’ultima delibera del Comune di Gorizia – non verrà ulteriormente tenuta in considerazione ai fini della dichiarazione di fattibilità e della assunzione del ruolo (con le prerogative ad esso connesse) di soggetto proponente nell’ambito della successiva gara che l’amministrazione bandirà per individuare l’affidatario del servizio di pubblica illuminazione così come riqualificato». In altre parole, la Citelum ritiene illegittima la decisione del Comune, impugnandola dinanzi al Tar Fvg. «Praticamente – spiega Dario Obizzi, assessore alle Materie legali e avvocato di professione – è stata impugnato non l’esito della gara, che ancora non c’è, ma solo un atto preliminare».
Ad ogni modo, si è ritenuta opportuna la costituzione in giudizio del Comune, incaricando della rappresentanza e difesa dell’ente l’avvocato comunale Stefano Piccoli. Si è reso necessario dichiarare immediatamente eseguibile la deliberazione, visto che l’udienza è programmata per luglio.
