Lucio e quella piccola parte nel film con la Lollobrigida: ricordi dal quarto Topolino
IL PERSONAGGIO
Tra le storie che ogni giorno si incrociano ai Topolini, spuntano ricordi di un passato lontano, che riempie ancora gli occhi di gioia ed emozioni quando riaffiora. Storie raccontate tra un gelato, un tuffo e un po’ di relax al sole, condivise con gli altri habitué del posto, diventati ormai amici. È così per Lucio Furlan, 80 anni, volto conosciuto della quarta terrazza sul mare, dove ormai è di casa da una trentina d’anni. È qui che ogni tanto ricorda la sua partecipazione a una pellicola girata a Trieste oltre 70 anni fa.
L’uomo è stato uno dei bambini del film realizzato in città nel dopoguerra, dal titolo “Cuori senza frontiere”, uscito poi nelle sale nel 1950. Aveva nove anni quando è stato catapultato in un mondo tutto nuovo. «Nel cast c’era Gina Lollobrigida – dice –: la mia era una parte piccolina, ma io ero felicissimo, perché era qualcosa di diverso dal solito e mi sentivo speciale. Venivano a prendermi a casa con l’auto e mi portavano sul Carso, mi ricordo alcune riprese a Opicina e poi in altre zone dell’altipiano». Ambientato in un paese diviso in due dalla linea di frontiera fra Italia e Jugoslavia, il film mostra anche un gruppo di bambini: «Eravamo noi, ragazzini del posto, reclutati per mostrare come si viveva a metà tra i due Paesi. In realtà – spiega Lucio – della trama vera e propria ricordo poco, e anche degli attori presenti, ma ci sono delle sensazioni bellissime che sono ancora vive nella mia memoria. Ero piccolo e certe cose, per me, erano incredibili. Piccoli gesti, semplici, come bere la gazzosa a pranzo, o mangiare il primo e il secondo. Erano tempi duri per molte famiglie – sottolinea – e quelle grandi tavolate, piene di cibo, erano per noi una bella sorpresa ogni volta. E poi c’era il divertimento, non lo consideravamo un impegno o un lavoro, era tutto un grande gioco».
Ma il simpatico ottantenne al quarto Topolino è conosciuto anche per il suo lato sportivo. Un fisico invidiabile per la sua età, dettato anche dalle camminate abituali, una decina di chilometri al giorno, «fino a Miramare e ritorno, e ogni tanto anche fino alla pineta, le passeggiate fanno bene al corpo. Abito nella zona dell’università e mi piace anche raggiungere le Rive sempre a piedi».
Lucio, come molti degli amici che conosce e frequenta sulla terrazza, arriva presto a Barcola al mattino, attorno alle 7.30, poi è il turno del giretto consueto, prima della tappa al bar per un caffè, per continuare con un’alternanza tra sole e ombra e qualche nuotata rinfrescante. E a mezzogiorno, quando il caldo si fa più opprimente, tutti a casa e appuntamento al giorno dopo. Così fino a settembre. Da 30 anni.
«Sono fedele a questa zona del lungomare – spiega – mi sono sempre trovato bene. Nel corso del tempo non è mai cambiata troppo, anche se una volta potevamo contare anche sulla presenza di un’infermiera fissa, pronta ad assistere i bagnanti se si facevano male. Un altro aspetto che si è modificato – aggiunge – sono i chioschi, li ricordo mobili, venivano allestiti solo d’estate ed erano ben diversi da quelli attuali».
E mentre Lucio parla, gli amici sul quarto Topolino lo chiamano, sono tutti seduti vicini: «Ormai ci conosciamo da anni, e qui sulla terrazza organizziamo anche gite e vacanze, sempre all’insegna del movimento, così ci divertiamo e allo stesso tempo – conclude – ci manteniamo giovani e in forma».
