Osmize di Monrupino senza vincoli di apertura fino alla fine dell’anno
MONRUPINO. Ampia libertà di apertura fino alla fine dell’anno. Sono state infatti prorogate fino al 31 dicembre, dal Consiglio comunale di Monrupino, le deroghe al Regolamento che disciplina l’attività delle osmize del territorio. La decisione, su proposta della stessa prima cittadina Tanja Kosmina, è stata approvata all’unanimità nella seduta svoltasi l’altra sera.
Le “frasche” sono in effetti fra le imprese maggiormente colpite dall’emergenza sanitaria dovuta al Covid: nella primavera e nell’estate del 2020 erano state costrette alla chiusura, proprio nel periodo più favorevole dell’anno. In vista di una ripresa del turismo, con l’intento di garantire una boccata d’ossigeno a queste storiche aziende a base familiare, l’amministrazione di Monrupino ha perciò deciso di prolungare le agevolazioni che erano state inizialmente previste fino al 30 giugno. Le deroghe prevedono che i titolari possano essere molto elastici nel decidere tempi e orari di apertura e avere ampi margini di autogestione. In passato, invece, bisognava rispettare regole molto più rigide. Ora questi limiti potranno appunto essere superati fino alla fine dell’anno e i titolari potranno decidere il da farsi a seconda delle esigenze individuali e delle condizioni atmosferiche.
«Abbiamo stabilito innanzitutto che possano aprire anche tutte contemporaneamente – spiega Kosmina – mentre in passato dovevano seguire un calendario in base al quale, se operava quella presente in una frazione, dovevano rimanere chiuse le altre. Abbiamo poi abbassato la quantità di vino che, secondo il precedente Regolamento, doveva essere quotidianamente garantita». Finora ogni osmiza doveva disporre di almeno 60 litri di vino, ma d’ora in poi ne saranno sufficienti 40. «Il presupposto di questa modifica – prosegue Kosmina – è il fatto che i consumi sono diminuiti. Infine le osmize potranno aprire anche per un numero di giorni inferiore ai classici otto».
Il Comune di Monrupino non è il solo, sull’altipiano, ad aver deciso in questo senso: a suo tempo anche quello di Sgonico aveva assicurato la possibilità di aperture straordinarie fino alla fine dell’anno, garantendo ai titolari delle osmize il diritto di somministrare cibi e bevande contemporaneamente all’interno della stessa frazione
