Vaccinazioni, oltre 70 farmacisti mantovani sono pronti: «Determinanti per i richiami»
MANTOVA. «Ci sono almeno 75 farmacie nel Mantovano pronte ad effettuare le vaccinazioni. Il problema è che non ci sono abbastanza vaccini. Ci teniamo pronti per le terze dosi, i richiami, quando gli hub verranno depotenziati». Marco Cavarocchi, presidente di Federfarma (l’associazione dei titolari di farmacie) Mantova, lo ripete da tempo, e non è l’unico: dare il via libera alle vaccinazioni anticovid nelle farmacie significherà dare maggior capillarità al servizio e renderlo più comodo per tutti. «Naturalmente questi vantaggi saranno ancor più evidenti con il coinvolgimento dei medici di base – aggiunge il farmacista – per quanto riguarda la nostra categoria professionale, circa la metà delle farmacie di città e provincia può contare su personale che ha seguito i corsi di formazione obbligatori per praticare la vaccinazione. Ci sono già i protocolli fissati per la sicurezza e potremmo iniziare anche domani. Il problema è che ogni Regione procede in modo diversificato. Nel nostro caso, il nodo da sciogliere è il reperimento delle dosi. In Lombardia sono stati attivati molti hub e non ci sono dosi sufficienti per attivare anche le farmacie. Da quanto emerge dai contatti della federazione con la Regione, sembra che entreremo in gioco quando gli hub verranno ridimensionati a partire dal prossimo autunno. In altre parole, noi e i medici di base giocheremo un ruolo importante con le terze dosi. Stiamo parlando del tardo autunno o della fine dell’anno». Aggiunge Cavarocchi: «La cosa importante è che non si ritenga che ormai vaccinarsi non serva. Solo con le vaccinazioni possiamo sbarrare la strada al virus definitivamente». Intanto il responsabile servizio prevenzione e sicurezza luoghi di lavoro di Ats, Alberto Righi, spiega che «in questo periodo non si registrano focolai nelle aziende. Il calo di contagi è legato anche al fatto che le attività si svolgono con maggior frequenza all’aperto, alle mascherine e alle vaccinazioni».
