Raccorderie Metalliche di Mantova: bilancio positivo e un nuovo contratto aziendale
MANTOVA. Bilancio 2020 positivo nonostante l’anno Covid e rinnovo del contratto integrativo aziendale sottoscritto con le Rsu e la Fiom Cgil approvato dalle assemblee dei 341 lavoratori. Mentre annuncia che nel quartier generale di Campitello sono partite le selezioni per 10 assunzioni legate a un nuovo progetto europeo, il presidente di Raccorderie Metalliche Pierluigi Ceccardi non nasconde il suo compiacimento: «Siamo orgogliosi dei risultati del 2020 e di aver rinnovato il contratto integrativo con soddisfazione per noi e i dipendenti».
Partiamo dal bilancio di un anno che «ha messo a dura prova le aziende – spiega – e ci ha visto per la prima volta usufruire della cassa integrazione facendo ricorso a quella legata alla diffusione del Covid». Nonostante «il budget rivisto a 97 milioni di euro di fatturato, abbiamo raggiunto un ammontare di fatturato di 102,4 milioni che hanno generato un risultato ante imposte di 7,9 milioni dopo aver fatto ammortamenti per 6,9. L’utile netto di esercizio è risultato essere di 6,7 milioni». Un risultato che è «il frutto di una squadra che ha lavorato con grande professionalità e ha profuso un impegno al di sopra di ogni aspettativa» e vede l’azienda metalmeccanica guardare con fiducia al 2021 nonostante l’aumento dei prezzi e la penuria di materia prima.
E anche il rinnovo del contratto integrativo, siglato con le organizzazioni sindacali il 26 giugno per il 2021-2023 con l’ultravigenza per il 2024, «non era nè certo nè agevolato – sottolinea il responsabile risorse umane Luciano Provasi – Riteniamo infatti che le criticità del contesto sanitario ed economico evidenzino la particolare importanza del positivo raggiungimento dell’intesa dopo un confronto durato alcuni mesi che, seppur serrato, è stato propositivo e incentrato sulla ricerca di soluzioni negoziali». Un confronto su cui hanno pesato «anche e soprattutto la difficoltà di interpretare gli scenari di sviluppo economici del futuro».
Spiega Provasi che l’accordo prevede un sistema premiale che «riconosce a ciascun lavoratore circa 2.800 euro annui lordi» di cui «circa il 60% attraverso un incentivo economico che viene erogato mensilmente in proporzione alla presenza al lavoro e il restante 40% mediante un premio di risultato annuale incrementato di 100 euro a regime che in un ambito di sostenibilità economica è correlato agli obiettivi aziendali di efficienza, rendimento e qualità». Sul calcolo del premio inoltre «non graveranno gli eventuali fermi aziendali forzati, l’assenza per cassa integrazione o malattia Covid così come già nel 2020». A tutto ciò aggiunge «la riconferma delle integrazioni economiche aziendali: premio feriale annuo, superminimi contrattuali e maggiori indennizzi del lavoro notturno senza alcun incremento della trattenuta mensa a carico del lavoratore» e l’aver «agevolato ulteriormente la convertibilità volontaria del premio di risultato annuale al piano welfare aziendale verso il quale confluiranno anche i flexibile benefits previsti dal contratto nazionale». Azienda e sindacati hanno poi riservato «forte attenzione – prosegue – al presidio della sicurezza rafforzando l’azione preventiva della formazione e informazione con modalità più incisive». Insomma «crediamo – conclude il responsabile risorse umane – che l’impegno profuso nella definizione dell’accordo contribuirà a rafforzare il tratto di fiducia professionale che sta alla base del rapporto tra Raccorderie Metalliche e i propri collaboratori».
Soddisfatte anche le Rsu e la Fiom Cgil, rappresentata al tavolo delle trattative dalla segretaria Donatella Bignotti, per le quali «il voto favorevole delle lavoratrici e dei lavoratori rappresenta un riconoscimento importante al lavoro svolto nel confronto con l’azienda». E che in un comunicato sindacale sottolineano «il risultato molto positivo dello scorporo di cassa integrazione, eventi straordinari e malattia Covid dalle assenze che determinano l’erogazione individuale del premio di risultato» così come l’integrativo che «mantiene le condizioni economiche acquisite», il premio di risultato che «cresce nel triennio attraverso obiettivi raggiungibili» e il rafforzamento del «capitolo salute e sicurezza». Insomma un rinnovo «non sempre scontato, soprattutto in una fase macro-economica complessa, incerta e imprevedibile come quella attuale».
