Il Po scende a -6 e ora sorge anche il problema del cuneo salino
L’acqua è vita e chi meglio del fiume Po riesce a donare questo bene prezioso ad un territorio come quello ferrarese. L’emergenza idrica di questi mesi ha fatto capire ancora una volta l’importanza del Po e dell’approvvigionamento idrico che è in grado di assicurare alla collettività, sia l’acqua domestica che quella per le campagne.
Perdite d’acqua
Dagli ultimi 20 anni nel Po, secondo i dati forniti dal presidente del Consorzio di Bonifica, Stefano Calderoni, mancano 5 miliardi di metri cubi di acqua.
«Il Po sta dimagrendo - afferma Caderoni - è un problema molto serio, perché l’acqua è un bene indispensabile per servire la rete domestica civile e per scopi legati all’agricoltura. Per questo è meglio investire quindi risorse del piano nazionale di rinascita e resilienza di lavoro per la conservazione idrica. Per l’agricoltura avere meno acqua significa anche essere meno competitiva, questa situazione deve essere affrontata e approfondita. Sulla preservazione dell’acqua, anche prima di altri progetti, occorre trovare una soluzione perché l’acqua rimanga dove ce ne è poca».
Cuneo salino
Oltre alla minore portata di acqua, c’è da affrontare in questa fase anche il problema della risalita del cuneo salino, con l’acqua del mare che va intaccare i corsi d’acqua dolce.
«Abbiamo già spento le pompe di prelevamento che abbiamo a Goro perché l’acqua è salita e non è ideona per l’irrigazione delle colture a causa dell’elevata salinità», spiega ancora Calderoni.
Poche piogge
Rispetto alla media degli ultimi 25 anni, che prende in esame il periodo che va dal 1996 al 2020, il primo semestre 2021 si è decisamente contraddistinto per la scarsa piovosità con precipitazione molto al di sotto della media di periodo. Analizzando i mesi del primo semestre si scorge che solo nei mesi di aprile quest’anno è piovuto di più rispetto alla media di lungo periodo. A gennaio sono caduti 26,0 millimetri di pioggia contro una media di 35,5. A febbraio solo 10,0 contro la media 49,2, in pratica circa un quinto. A marzo il dato è di 12,0 contro la media di 48,7 (un quarto). In aprile 54,2 rispetto a 50,1, maggio 60,0contro 64,4 e giugno 10,0rispetto a 51,9. —
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