Allarme per le scorte di vaccini: Moderna e Pfizer potrebbero non garantire la copertura
ROMA. La campagna vaccinale corre ma rischia di rallentare. È il timore delle Regioni che facendo i conti con le forniture di sieri annunciate per le prossime settimane potrebbero essere costrette a rivedere i piani. Dopo le limitazioni imposte su Astrazeneca, i vaccini considerati più adatti per le persone non anziane – ovvero Pfizer e Moderna – rischiano di non essere più sufficienti a garantire la copertura. E così, almeno in alcune regioni, si stanno rinviando le prenotazioni per somministrare le prime dosi preferendo assicurare la seconda a chi ha già ricevuto la prima, in modo da mettere al riparo dal rischio della variante Delta che, come è stato dimostrato nel Regno Unito, non si scongiura con la vaccinazione fatta a metà.
I TIMORI DELLE REGIONI
Il presidente della Lombardia Attilio Fontana teme di non poter concludere il piano vaccinale secondo le previsioni («abbiamo ricevuto messaggi che dicono che a luglio verrà ridotto in maniera abbastanza consistente il numero dei vaccini»), preoccupazione condivisa anche dall’Emilia Romagna («attendiamo che dal confronto tra Regioni e autorità commissariale possano giungere ulteriori elementi di certezza sulle forniture» ha detto l’assessore alla Salute Raffaele Donini) e dal Lazio (dove per centomila persone è stata rinviata la prima somministrazione), mentre il presidente della Toscana Eugenio Giani è più fiducioso («c’è la consapevolezza che a luglio i vaccini disponibili saranno meno di quelli di giugno ma per quanto riguarda le prime settimane non avremo problemi»).
VERTICE CON LE REGIONI
La cabina di regia anti-coronavirus del governo ridimensiona l’allarme. Da Roma si rimarca non solo che le Regioni hanno in questo momento a disposizioni più di cinque milioni di dosi ma soprattutto che a luglio saranno garantiti 14,5 milioni di vaccini, solo il cinque per cento in meno dei 15,3 milioni consegnati a giugno. Per e dare indicazioni su come meglio affrontare questo lieve calo di forniture annunciato, il commissario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo ha convocato per oggi i presidenti delle Regioni. Sarà l’occasione anche per fare un bilancio su quanto fatto finora.
51 MILIONI DI VACCINI
Grazie anche alla spinta dei giorni scorsi in cui si è viaggiato al ritmo di oltre mezzo milione di iniezioni al giorno, si è superata quota 18,5 milioni di italiani che hanno ricevuto entrambe le dosi. Significa che uno su tre è immunizzato. In totale le dosi somministrate sono oltre 51 milioni.
L’APPELLO DEL MINISTRO
Ieri intanto il ministro della Salute Roberto Speranza ha risposto alle interrogazioni alla Camera sull’andamento della pandemia e su come il governo sta cercando di contrastarla. Dopo aver sottolineato che «fin dall’inizio della pandemia le istituzioni del nostro Paese hanno assicurato la massima trasparenza nei processi decisionali e delle informazioni non solo ai nostri cittadini ma anche ai nostri partner internazionali», Speranza ha lanciato un appello al parlamento: «Davanti a una pandemia, al Paese serve unità e non divisioni e polemiche continue». —
