Troppi bagnanti: c'è chi chiede spiagge e calette a numero chiuso. La "mappa" toscana
«S’è sparsa la voce, forse di chat in chat. Era un gioiello di sabbia e scogli, ora è una selva di ombrelloni». E l’invasione non è solo da terra. Ogni giorno un D-Day di motoscafi, gozzi, gommoni. Andrea, il portavoce di un gruppo di residenti che all’Argentario ha lanciato l’allarme e chiesto al Comune di salvare Cala di Gesso imponendo il numero chiuso, dice che è «un assalto». All’Elba ormai è quasi impossibile scovare un posto in un hotel su Booking, figurarsi un fazzoletto di sabbia. L’isola registra già un boom di presenze.
«Il problema è che – dice Umberto Mazzantini, responsabile di Legambiente per l’Arcipelago Toscano – calette e insenature non devono difendersi tanto e solo dalle selve di ombrelloni, ma dall’affollamento di diportisti». Barche, barchette, yacth più o meno grandi che «buttano l’àncora sulle praterie di posidonia, un habitat tutelato dalle leggi comunitarie». Per questo l’associazione chiede da tempo l’istituzione di un’area marina protetta intorno all’isola per «limitare gli attracchi, regolamentare le presenze».
È quasi un paradosso. Mentre la crisi innescata dalla pandemia comincia solo ora a ridare ossigeno e turisti stranieri alle città d’arte, la costa e le isole della Toscana, forse ancora più dell’estate post lockdown, quest’anno rischiano un assalto di ritorno, un sovraffollamento di toscani e italiani che, senza green pass o scoraggiati dalla babele di regole, rinunceranno all’estero. Tanto che in alcune località sembra già un miraggio il distanziamento, non solo per l’applicazione delle norme anti-contagio ma anche per la salvaguardia di alcune perle rivierasche. Un’invasione che ha spinto alcuni abitanti all’Argentario a chiedere al sindaco Franco Borghini di seguire il modello Cala Violina, la prima spiaggia della Toscana a cui è stato imposto l’accesso su prenotazione a un numero limitato di bagnanti.
Dal primo giugno nella famosa insenatura della Maremma si arriva solo prenotando online. Sarà così fino al 15 settembre. La giunta di Scarlino ha stabilito un tetto massimo di 700 turisti giornalieri. E c’è riuscita anche fissando un limite ai posti auto nel parcheggio da cui parte il sentiero che conduce alla spiaggia. «Siamo partiti dall’esigenza di far rispettare il distanziamento anti-Covid, ma ci siamo resi conto subito che in gioco c’era anche la salvaguardia dell’ambiente – racconta la sindaca Francesca Travison – È un successo. Ogni giorno un tutto esaurito sostenibile. Prima era un carnaio di duemila persone».
«Anche a Cala di Gesso si arriva attraverso un sentiero scosceso e una lunga scalinata, in tutto 700 metri, eppure non bastano a scoraggiare i molti bagnanti. Perché non istituire un portale e un sistema di prenotazione come quello per Cala Violina? – chiedono i residenti – Il numero chiuso non sarebbe una soluzione punitiva, darebbe prestigio all’area».
Eppure non sembra convincere i sindaci. Borghini racconta che neppure le multe della polizia municipale alle auto in sosta lasciate sulla strada da cui si accede al sentiero per Cala di Gesso sembrano un deterrente. «È non ci sono le stesse condizioni di Cala Violina, e la spiaggia è un bene demaniale, in cui l’accesso al pubblico deve essere garantito». Non è un problema che riguarda la Versilia né Castiglione della Pescaia, per cui è appena iniziata una stagione che si annuncia da record. «Già l’anno scorso siamo stati il secondo comune per numero di presenze turistiche. Quasi un milione e duecentomila – racconta Giancarlo Farnetani, primo cittadino del paese rivierasco – E quest’anno i dati sulle prenotazioni ci danno il tutto esaurito. Non raggiungeremo i livelli del 2019, ma ci siamo quasi, eppure no, non ricorreremo a misure per contenere l’assalto abbiamo spiagge ampie, lunghe e molte sono gestite in concessione, dove il distanziamento è già garantito». Neanche al Giglio, che domani festeggerà l’arrivo del generale Francesco Figliuolo con l’immunizzazione del 94% dei 1.400 residenti, il sindaco Sergio Ortelli pare intenzionato a fissare paletti restrittivi. «Il numero di presenze sull’isola è già regolato dalle corse dei traghetti. E oltre a cale e spiagge, ci sono gli scogli». Eppure, ad innescare un effetto paradossale sarebbe ancora la scia della crisi pandemica. Molti italiani eviteranno vacanze all’estero e perfino sulle isole «sembra in crescita l’arrivo di diportisti – spiega Mazzantini, responsabile Legambiente – imbarcazioni che dal continente si muovono verso l’Arcipelago e anche l’affollamento in mare ha raggiunto livelli incontrollati e non più tollerabili». —
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