Stefano Tè, Teatro dei Venti: «Abbattiamo il muro tra dentro e fuori il carcere con l’Odissea»
PAOLA DUCCI
«Oltre ogni soglia c’è il teatro» recita il sottotitolo di “Odissea”, l’ultimo spettacolo del Teatro dei Venti per la regia di Stefano Tè e la drammaturgia di Vittorio Continelli, con gli attori detenuti delle carceri di Modena e di Castelfranco, gli attori e gli allievi attori del Teatro dei Venti, che attraverserà la soglia, appunto, dei due luoghi di detenzione modenese dal 27 al 30 luglio a partire dalle 16 nell'ambito della IX edizione di Trasparenze Festival (iscrizioni entro domenica inviando i propri dati anagrafici e copia della carta d’identità all’e-mail comunicazione@teatrodeiventi.it).
Stefano Tè cosa caratterizza questo nuovo spettacolo ?
«L’Odissea prevede un’ attraversamento fluido delle carceri da parte del pubblico, senza controlli né in ingresso alle carceri né in uscita, poiché luoghi fisici e reali che appartengono alla città. Spesso ce lo si dimentica ma anche gli istituti penitenziari fanno parte della nostra comunità. Ecco perché abbiamo chiesto con insistenza alle direzioni delle carceri, e ottenuto, che durante gli spettacoli non avvengano posti di blocco e controllo agli ingressi.. Il viaggio che ci siamo immaginati e abbiamo creato con il drammaturgo Continelli è qualcosa di estremamente fluido, che non può e non deve conoscere ostacoli. Gli istituti di detenzione e i detenuti fanno parte della vita reale di tutti noi e nell’Odissea, così come ogni giorno facciamo durante i nostri laboratori, combattiamo affinché si abbatta quel muro immaginario che separa “il dentro e il fuori” dal carcere, cercando soluzioni alternative».
Quindi cosa deve aspettarsi il pubblico che deciderà di vivere questa Odissea?
«Di fare un viaggio. Odissea è il risultato finale del lavoro svolto all’interno delle strutture carcerarie e in sala prove tra riunioni e discussioni a distanza, prove da remoto e riprese video in teatro. Un viaggio diventato sfida che prende finalmente forma dopo oltre due anni di ricerca. La sfida consiste nell’attraversare insieme agli spettatori tutti i luoghi che hanno reso possibile la creazione, luoghi distanti e che abitualmente non comunicano tra loro come l’edificio teatrale, la città e le carceri. Il viaggio di Ulisse che torna a Itaca viene descritto attraverso i corpi e le parole di interpreti molto diversi per formazione e pratica. I fili conduttori restano l’opera di Omero e il racconto dell’umanità di fronte a ogni contrarietà».
Chi decide di vivere questa “Odissea” dovrà affidarsi a voi già a partire dal pomeriggio.
«Si, proprio così. Lo spettacolo si sviluppa per una durata di tre ore circa, a partire dalle 16, in diversi luoghi della città: il parco antistante il Teatro dei Segni di Modena, l’edificio teatrale e i suoi spazi interni, un bus navetta, le carceri di Modena e di Castelfranco Emilia, le strade che si attraversano per spostarsi da un luogo all’altro. All’arrivo in teatro gli spettatori verranno così subito condotti all’interno della performance. Gli attori allora raccontano, danno indicazioni, accompagnano il pubblico da uno spazio all’altro, da una scena all’altra, mentre linguaggi teatrali diversi, lontani tra loro come teatro esperienziale, racconto, radiodramma, teatro fisico e prosa si intrecciano per creare poesia».
Come hanno vissuto gli attori detenuti questa "Odissea" di avvicinamento allo spettacolo durata due anni?
«In realtà non tutti gli attori detenuti hanno vissuto tutto il periodo di avvicinamento allo spettacolo, molti hanno terminato il loro percorso. In ogni caso il riscontro è sempre molto positivo, lo dimostrano il successo dei nostri laboratori che vengono sempre scelti da un altissimo numero di detenuti sebbene ciò che facciamo sia sempre portatore di tensioni, talvolta importanti, tra tutti i membri coinvolti in questa operazione, istituzioni carcerarie comprese. Ma da 15 anni si lavora insieme per trovare risposte e soluzioni che tendono sempre alla positività e al miglioramento, portando colore e poesia laddove regnerebbe il grigio». —
