Modena. Diagonale: la ciclabile è quasi pronta Pedalare nel silenzio di una città diversa
Carlo Gregori
Ancora due mesi di lavori ed è completata. La giunta comunale ha prorogato fino a settembre i lavori lungo la Diagonale, la ciclabile che per due chilometri e mezzo percorre il tratto della ex linea ferroviaria che andava dalla stazione alla fine della Madonnina. La decisione, approvata a maggioranza, è stata necessaria per permettere alla ditta Gsp Costruzioni di San Cesario di recuperare i tempi per alcuni lavori non previsti nel progetto.
Ghiaia fine, svincoli nuovi di zecca, staccionate, lampioni, 190 alberi nuovi piantumati e altri 50 da sistemare, segnalazioni e incroci di accesso a zone prima scomode. Girare il bicicletta sfruttando il tratto prima proibito – la striscia ferroviaria che tagliava in due un ampio pezzo di Modena – è diventato un piacere. Certo, per alcuni anni la nuova pista sarà sempre molto esposta alle intemperie, in estate sarà molto assolata se non un forno, in attesa che gli alberelli facciano ombra, ma la ghiaia fine serve almeno a non attrarre altro calore.
Il percorso inizia dalla rotatoria Paolucci là dove finisce la ciclabile che dal centro attraversa via Montecuccoli e via Costa. Il panorama si apre subito. Tutto è perfettamente rifinito. I punti ancora accantierati richiedono solo rifiniture come una tinteggiatura o un ultimo segnale. Sono già tanti i ciclisti che la utilizzano fin dall’inizio, con punte di frequenza dei mezzi a pedale molto elevato ai due incroci successivi. Soprattutto il passaggio che ha cambiato la vita alla Madonnina: quello tra la via Emilia alla base del Ponte del Bowling e da via Emilio Po alle strade interne. E anche quello successivo che collega dopo decenni di divisione la zona industriale di via Nobili con la Madonnina: il nuovissimo attraversamento tra via Don Fiorenzi e via Marco Polo con via Dalla Chiesa e via Rinaldi. Il punto in cui si trova anche l’area di sosta con una fontanella (a dire il vero striminzita e installata al centro di una piazzola bombardata da un sole implacabile) e la colonnina per gonfiare le gomme delle bici.
Sempre all’inizio, svetta il campanile del Murazzo, ma poi arrivano subito due nuovi collegamenti con il cimitero di San Cataldo. Il primo gira attorno alla malfamata area dopo il sottopassaggio di via San Cataldo, un tempo ritrovo di spacciatori e sbandati di ogni genere che dormivano nella boscaglia. Ora le nuove piste si diramano intorno a quella vegetazione per raggiungere una nuova zona residenziale edificata dall’aspetto ancora molto periferico. Una seconda strada collega la parte posteriore del cimitero alla zona a lato della Nazionale per Carpi.
La vista del Ponte del Bowling indica che si è arrivati all’incrocio con via Po e via Emilia Ovest. Pedalando, colpisce la quiete irreale che circonda il ciclista. Lungo la ciclabile si sente solo la ghiaia pestata e l’arrivo di qualche altra bici. Poi, appena vicini al ponte, dopo il passaggio, inizia un rumore infernale di mezzi a motore. Questa sensazione di quiete mentre si gira in bici ritorna progressivamente allontanandosi. Subito inizia a infittirsi la ricca vegetazione spontanea – compresi marusticani e altri alberi da frutta - che per decenni ha costeggiato la linea ferroviaria e che oggi è in pieno splendore. A questi alberi, arbusti e piante spontanee, che andrebbero preservati e curati, si aggiungono gli alberelli piantumati che con gli anni daranno ombra dalle loro fronde. Il risultato potrebbe essere un viale-parco tutto all’ombra, un toccasana in estate in una città rovente come Modena.
Al lato si estendono i vecchi impianti industriali della zona di via Nobili e della Madonnina. L’abbandono di alcuni e l’aspetto a volte squallido di altri risaltano paragonati alla sistemazione della pista oltre la massicciata e alla vecchia recinzione ferroviaria di cemento, oggi un elemento decorativo. Dopo l’incrocio nuovo con la piazzola, si arriva alla fine del percorso. Qui resta un piccolo tratto di cantiere. La Gsp deve finire di costruire la rotatoria che da via Zeno Saltini porta in via Nobili. Poi la ciclabile sarà competa.
C’è voluto un anno per costruirla. Intanto chi ama girare in bici può già prendere confidenza: sicuramente merita un giro. —
