Abano, spegne le 20 mila luci del mega presepio: con i soldi risparmiati aiuta i bisognosi
ABANO TERME. Niente presepe luminoso per rispetto verso le vittime del Covid-19 e del particolare momento determinato dalla pandemia del Coronavirus. È certamente lodevole la decisione presa dal geometra aponense, Tiziano Rossetto.
In quanti si saranno chiesti, passando in queste settimane per via dei Colli, verso San Daniele, dove fosse finito l’ormai storico e simbolico presepe dell’ex patron della Thermal Abano ed ex candidato sindaco della città termale. La risposta è chiara.
E a darla è lo stesso geometra, una delle colonne del mondo imprenditoriale aponense: «Ho trovato che fosse irrispettoso quest’anno installare un presepe luminoso come quello che da trent’anni metto in esposizione nel giardino di casa e che è visibile dalla circonvallazione di Abano», spiega Tiziano Rossetto, «Non c’è lo spirito giusto e sarebbe stato un affronto nei confronti di una città che sta soffrendo molto la crisi determinata dal Covid-19. Ho quindi deciso in segno di lutto e di rispetto di rinunciare al presepe, un presepe da 20 mila luci che si snoda per oltre 220 metri in lunghezza».
«Io stesso ho un timore incredibile di contrarre questo terribile virus, che sta uccidendo molte persone e che sta condizionando la vita delle famiglie e l’economia», prosegue il geometra, «Quest’anno mi sono limitato a un paio di stelle luminose, segno minimo del Natale. I soldi che avrei dovuti investire nell’allestimento del presepe, qualche migliaia di euro, ho deciso di donarli a chi ne ha realmente bisogno. Personalmente ho aiutato famiglie di Abano, che fanno fatica ad arrivare a fine mese, che sono in difficoltà nel pagamento delle bollette e nel fare la spesa. Credo che questo sia il vero Natale di quest’anno, data l’emergenza sanitaria ed economia Covid-19. Speriamo che l’anno prossimo sia tutto diverso e allora che possa tornare a sfoggiare il mio presepe, che diverrebbe in questo caso anche un segno di ritorno alla normalità e alla serenità. Serenità che, purtroppo, quest’anno non c’era. Mi auguro che in molti seguano quanto fatto da me per dare un sorriso a chi ne ha realmente bisogno». —
Federico Franchin
