Ivrea e l’anfiteatro. Guida per il territorio
SAN GIORGIO CANAVESE. Ivrea la Bella-Una città e il suo Anfiteatro è il libro che ci voleva.
Pubblicato da Atene del Canavese è quella guida di Ivrea e del suo territorio che da tanti, troppi, anni mancava. Un’assenza sorprendente sugli scaffali delle librerie o nelle edicole di una città che da anni vuole promuoversi nel settore turistico e dell’accoglienza, assenza che l’editore Giampaolo Verga, di San Giorgio Canavese, si è adoperato a colmare, sostenendo fortemente e portando a compimento in modo onorevole il progetto di questa pubblicazione per la quale ha chiamato Monica Ramazzina e Gianpiero Perlasco per i testi e Barbara Torra, per la quale non occorrono presentazioni, per le fotografie.
A impreziosire il volume, poi, Verga si è rivolto all’artista eporediese Eugenio Pacchioli che ha contribuito con due delle sue suggestive e coloratissime tavole, e a due pezzi da novanta della cultura eporediese, Franco Quaccia e Gabriella Gianotti, già autori, sempre per Atene del Canavese, de La Festa dello Scarlo, che hanno curato, rispettivamente, i due capitoli dedicati alla storia di Ivrea e al suo Carnevale storico.
«Il volume – spiega Verga - è rivolto a chi già conosce questo angolo di Canavese e vuole riscoprirlo, ma anche a chi desidera iniziare una nuova ed emozionante avventura e ha voglia di lasciarsi sorprendere. Stiamo vivendo un momento epocale che, volendolo, può regalare nuove opportunità di cambiamento. Questo libro è figlio di quel cambiamento che ci ha permesso di apprezzare ciò che è più vicino a noi: Ivrea e il suo Anfiteatro ci offrono le loro bellezze paesaggistiche, naturalistiche, musei, eventi, cibi della tradizione per vivere un’esperienza e un territorio». «La pandemia – continua- ci ha costretti a muoverci in uno spazio più limitato che pensavamo di conoscere ma che si è rivelato ricco di sorprese gradite e inaspettate. Ivrea la Bella, una città e il suo Anfiteatro non è solo una guida, è un racconto fatto di parole e immagini, per dare una nuova lettura a ciò che spesso si dà per scontato».
Riscoprire luoghi conosciuti, d’altro canto, è come rileggere un libro: si ha sempre qualcosa di nuovo da imparare. Lo conferma, nella sua prefazione al volume, Claudio Cuccurullo, caporedattore della Sentinella del Canavese: «Viviamo in un posto meraviglioso e spesso non ce ne rendiamo conto. Ivrea e il suo Anfiteatro non sono solo un riferimento geografico e storico, ma una realtà che possiamo godere, assaporare e vivere». E ancora: «Siamo molto spesso miopi, incapaci d i aprire bene i nostri occhi per rimirare quello che è a pochi chilometri e a volte a pochi metri dalle nostre abitazioni. Questo è ancora più vero per chi abita a Ivrea e dintorni, perché dietro l’angolo ci sono posti incantevoli e si possono fare esperienze, anche umane eccezionali».
C’è davvero, dunque, di che essere profondamente grati a questo territorio che il libro indaga, racconta e fa scoprire in tutte le sue sfaccettature, come esprime Gianpiero Perlasco, giornalista e poeta, nella sua lirica Grazie, Ivrea, stampata sul cartoncino segnalibro inserito nel volume. —
