La Triestina fa la voce grossa con le grandi del campionato
TRIESTE Contro le grandi del campionato, la Triestina ha sempre fatto la voce grossa: molto spesso ha vinto, in ogni caso ha disputato buone prestazioni e ha dimostrato di poter ambire legittimamente al titolo di grande regina del ballo. E allora perché l’Unione naviga ancora al sesto posto, a cinque punti dalla vetta? Tutto è dovuto al fatto di aver perso troppi punti per strada con le cosiddette piccole, a non aver avuto in un paio di partite il killer instinct necessario per poter portare a casa vittorie che sembravano acquisite. Non è un discorso che al momento si può ricollegare al cambio di panchina, ma riguarda più in generale le caratteristiche della squadra, anche se ovviamente solo il passare del tempo potrà dire come si comporteranno gli alabardati nell’era Pillon. Fatto sta che è vero che al momento con il nuovo tecnico la Triestina ha sconfitto Perugia e Südtirol e ha pareggiato a Padova una partita che meritava di vincere, ma va anche ricordato che con Gautieri la squadra aveva battuto il Modena (ovvero l’attuale capolista insieme a Padova e Südtirol), aveva sconfitto il Cesena, ora quarta in classifica e rivelazione del campionato, e aveva perso a Salò una partita che francamente non meritava di perdere. Insomma, questa tendenza a ben figurare con le squadre più quotate, la Triestina l’ha dimostrata fin da inizio stagione: una questione di motivazioni? O forse di maggiore facilità ad affrontare squadre meno chiuse che giocano solo per non prenderle? Difficile dirlo.
Su questo fronte, il Padova è quasi il contrario: spesso cinica con le piccole, la squadra di Mandorlini ha perso invece con Perugia, Modena e Feralpi, e meritava di farlo anche con l’Unione. Di certo, se ora l’Unione è in ritardo sulla tabella di marcia, è per la mancanza di continuità contro le squadre di bassa classifica. Perché sono arrivate le vittorie contro Fermana, Vis Pesaro, Ravenna e Imolese, ma è anche vero che la squadra alabardata ha perso addirittura con due matricole, ovvero Matelica e Legnago, oltre che con il Gubbio. Ma a destare il maggior rammarico, a dire la verità, sono i tre pareggi contro Virtus Verona, Arezzo e Carpi: tre partite che la Triestina aveva in mano perché era già in vantaggio, vittorie svanite nei finali di gara, quando è stata raggiunta dai rispettivi avversari. Sono 6 punti persi in finali di gara gestiti non perfettamente: per capire la loro importanza, basti pensare che avesse avuto anche quei punti in saccoccia, l’Unione sarebbe stata ora sola al comando. È proprio in queste occasioni, che in fondo è mancato un po’ Gautieri. Ora Bepi Pillon, che ha già dimostrato di saper proporre una squadra solida e competitiva contro le squadre più quotate del lotto, dovrà dimostrare che la Triestina è capace di domare anche le piccole, tradizionalmente rognose per il loro modo di giocare e di chiudere gli spazi. E il nuovo tecnico alla ripresa del campionato avrà subito due banchi di prova perfetti a proposito, visto che nella prima partita del 2021 la Triestina ospiterà il Fano, penultimo in classifica, e che poi farà visita a Mantova e Matelica. Non perdere punti contro queste squadre, potrebbe essere il trampolino di lancio per un grande girone di ritorno.
