Niente regalo delle maestre ad un bambino, l'esperta: «Perché un gesto così può provocare traumi al piccolo»
Contestualizzazione, spiegazione e cooperazione con la famiglia. Secondo Barbara Gemignani, psicologa psicoterapeuta di Viareggio, che si occupa anche di disturbi post traumatici, sono questi tre i capisaldi con i quali la scuola dovrebbe affrontare ogni decisione extra didattica che coinvolga i bambini nelle scuole dell’infanzia.
E più in generale, il modus operandi per affrontare qualsiasi problema, come quello emerso in una scuola materna, in cui un bambino di quattro anni è stato l’unico a non ricevere il regalino di Natale di fine anno distribuito dalle maestre di fronte agli altri piccoli. «Solitamente se si prende un provvedimento del genere le maestre ne dovrebbero parlare con le famiglie e agire secondo un accordo scuola-genitori - spiega -. Ad esempio per dare una sorta di punizione se ci sono comportamenti, a scuola, che non si è riusciti ad arginare in altro modo. Detto ciò bisognerebbe conoscere bene le motivazioni che hanno spinto ad un determinato atteggiamento le educatrici. Sicuramente non avrà fatto piacere al bambino questo trattamento, ma la differenza la farà come è stato poi spiegato al bambino, ed ecco perché ho sottolineato che è fondamentale il coinvolgimento della famiglia. Mi sembra strano che si arrivi a prendere un provvedimento del genere, essendo una cosa di un certo peso, senza averlo prima comunicato ai genitori».
Possiamo parlare di trauma? «Per parlare di un trauma significa - prosegue - che nessuno ha detto niente, né ha dato una spiegazione o una contestualizzazione di quello che è avvenuto, al bambino. Di per sé quindi un fatto non crea violenza ma dipende da come il tutto viene contestualizzato e motivato, e come le emozioni negative vengono accolte da chi si occupa del bambino. Faccio un riferimento alla guerra: non tutti la vivono come un trauma, ad esempio chi ne ha avuto esperienza in una rete sociale da cui si è sentito protetto e sostenuto, e quindi di quel passato ne ha solo un ricordo negativo ma non un trauma. Dunque è attraverso una coordinazione fra la scuola e la famiglia si può affrontare qualsiasi tipo di problema».
