Bedeschi: «Saremo in grado di fare 800 vaccini al giorno»
REGGIO EMILIA. Oltre al primo vaccinato c’è anche il primo vaccinatore. La mano ferma scelta domenica 27 dicembre è quella di Emanuela Bedeschi, medico a capo dell’Igiene pubblica, che ha scartato la siringa, pungendo poi il collega Alessandro Zerbini con l’ago per iniettargli la prima dose di vaccino. «Sono io la prima perché il mio servizio sarà impegnato non solo con il controllo epidemiologico ma ora anche con le vaccinazioni - spiega appena uscita dallo Spallanzani - Oggi è una giornata particolare perché dobbiamo essere vaccinati noi per poi essere noi a vaccinare gli altri. L’azienda aveva fatto una richiesta per chiedere agli operatori chi era disponibile a vaccinarsi e sulla base della disponibilità verranno chiamati con appuntamento: prima qui e poi nella sede definitiva». La sede sarà quella delle fiere di Reggio Emilia, ma ogni distretto dovrebbe scegliere un suo punto fisso di vaccinazione. «A regime vaccineremo circa 800 persone la giorno - sottolinea Bedeschi - Di fatto sarà un lavoro molto consistente. I candidati verranno chiamati per la prima dose e dopo 21 giorni per la seconda». Priorità quindi ai circa 20mila tra medici, infermieri, personale ospedaliero, delle case di riposo e ai loro anziani ospiti. L’Ausl aveva avviato un sondaggio interno per capire quanti avrebbero aderito tra i 7mila dipendenti. «Serviva per dare indicazioni sulle adesioni - spiega la dirigente dell’Igiene pubblica - In realtà gli operatori che vorranno vaccinarsi potranno farlo. La risposta è stata piuttosto alta visto che nelle prime due giornate abbiamo avuto 3mila adesioni».
Lo sforzo organizzativo per raggiungere tutta la popolazione reggiana è mastodontico. Le strutture per anziani, ad esempio, «sono a parte e la vaccinazione verrà fatta con delle unità di vaccinatori che si recheranno direttamente nelle strutture». Bisognerà poi raggiungere gli anziani che sono in casa propria e che non si possono muovere. Per tornare a sperare in una vita libera dal distanziamento sociale ci vorrà molto tempo. Il traguardo per immunizzare la popolazione italiana è stato fissato ad ottobre dal commissario per l’emergenza Domenico Arcuri.
«Noi puntiamo a vaccinare il più velocemente possibile tutti quanti in base però alla disponibilità dei vaccini - ha messo in chiaro Cristina Marchesi, direttore generale dell’Ausl di Reggio Emilia - Ottobre è un traguardo plausibile anche secondo me. Poi adesso vediamo le mosse del commissario che gestisce a livello nazionale la questione». Dopo il “Vaccine Day” celebrato ieri, che ha visto presentarsi 100 persone tra cui 57 futuri vaccinatori, scatterà la somministrazione vera e propria con il vaccino Pfizer, in attesa dell’arrivo di quelli prodotti dalle altre case farmaceutiche.
«La vaccinazione comincerà i primi di gennaio in base a quando arriverà il vaccino - aggiunte Marchesi - e appena arriva noi cominciamo. Cioè se il 2 gennaio arriva noi partiamo subito. Abbiamo già tutto quello che ci serve anche per il mantenimento dei vaccini a bassa temperatura. Questo primo invio è arrivato puntualissimo. Se sarà così con gli altri non vedo intoppi. Noi contiamo di vaccinare tutta la popolazione. E agli scettici dico che dobbiamo vaccinarci: è un dovere».
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