Le serie tv cancellate del 2020 che non rivedremo più
Nell’anno in cui si è consumata una delle più grandi crisi che il settore audiovisivo abbia mai affrontato, sono molti i progetti annullati dai network e dalle piattaforme nel disperato tentativo di contenere i costi tenendo in vita solo i titoli più forti e appetibili per il pubblico. È emblematico, in questo senso, la strategia di Netflix che, proprio per via delle difficoltà produttive legate alla ricostruzione storica, al reparto costumi e all’entourage, ha deciso a sorpresa di stoppare due serie che erano già state rinnovate in forma ufficiale: Glow, che sarebbe dovuto terminare con una quarta stagione che non vedrà mai la luce, e I am not ok with this, la meravigliosa serie con Sophia Lillis che è dovuta battere in ritirata nonostante gli sceneggiatori fossero già al lavoro sui nuovi episodi.
https://www.youtube.com/watch?v=8qdDUnsGcPE&t=26sA fermarsi, però, sono anche prodotti che erano stati lanciati con tutti gli onori e che poi non sono riusciti a tenere alte le aspettative della critica e del pubblico: come High Fedelity, la serie di Hulu che, oltre a contare su un romanzo famoso come quello di Nick Hornby, pensava anche di vincere facile grazie a un’attrice, Zoë Kravitz, che specie dopo Big Little Lies e l’annuncio che sarà lei la prossima Cat Woman, è ormai tra i nomi più richiesti di Hollywood. Niente da fare: le avventure di Rob e Clyde, che in Italia sono disponibili su StarzPlay, si fermano qui. Stesso discorso anche per The Outsider, la serie di HBO tratta dall’omonimo romanzo di Stephen King sulla quale si era aperta la possibilità di un nuovo ciclo di episodi poi sfumato nonostante l’investimento notevole da parte del network sia per gli effetti speciali che per il cast formato, tra gli altri, da Ben Mendelsohn e Jason Bateman.
https://www.youtube.com/watch?v=Ei_FUZSilM0Al capolinea arrivano anche Kidding – Il fantastico mondo di Mr. Pickles di Showtime, la serie che è riuscita a dimostrare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, il talento poliedrico e straordinario di Jim Carrey (la candidatura ai Golden Globe è arrivata nel 2019, ma non si è tramutata in premio), e Away, un’altra produzione iperspaziale e ipercostosa ordinata da Netflix e con protagonista il premio Oscar Hilary Swank che, interrogata sulla possibilità di una seconda stagione, si era detta inizialmente ottimista non trovando, evidentemente, dalla piattaforma lo stesso entusiasmo. Insomma, nell’anno del Covid-19 sono state molte le serie a fermarsi, anche se la cosa più importante di tutte è che le risorse vengano convogliate in prodotti più mirati e sempre più attenti alla qualità. È chiaro che i gusti del pubblico siano da sempre una variabile impazzita, ma è necessario partire da una base solida se si vuole costruire qualcosa che duri in futuro.
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