Jacques e Gabriella, le nuove foto dei gemellini di Monaco sempre più scatenati
I colori della madre, Charlene Wittstock, il sorriso del padre, Alberto di Monaco. Jacques e Gabriella, gemellini nati dall’unione reale, sembrano essere la mescolanza perfetta dei tratti materni e paterni. Ridono, quando l’obiettivo dei fotografi si poggia sui loro visi di bambini. Strillano, agli eventi sportivi, ignari della compostezza che, un giorno, dovranno usare. I piccoli, sette anni a dicembre, succederanno al padre, prima Jacques, poi Gabriella. Eppure, nel loro essere piccini, sembrano aver avuto il permesso di derogare alla formalità che il titolo di principe porta con sé. E, come George di Cambridge, appaiono spontanei, sfacciati di quella sfacciatezza che non è arroganza, ma appannaggio delle anime più giovani.
Jacques e Gabriella, all’apparenza identici, avrebbero, però, caratteri opposti. Alberto di Monaco, padre anche di due figli avuti prima del matrimonio, di diciassette e ventinove anni, ha descritto i bimbi alla rivista People. «Jacques è un po’ più timido», ha assicurato il principe francese, spiegando come il ragazzino adori valutare e osservare ogni situazione, prima di decidere se e come reagirvi. Gabriella, la sorellina sorridente nelle foto pubbliche, è stata descritta come «più estroversa e, dotata del dono della parlantina. Ama danzare e ballare e non ha alcun problema a stare di fronte alle persone», ha detto Alberto, raccontando anche le inclinazioni scolastiche dei piccini.
I gemelli «sono molto interessati dalla geografia e dalle scienze. Abbiamo attraversato una lunga fase in cui volevano sapere tutto sugli oceani e i pianeti così come sul sistema solare». I calcoli, quelli, ancora sono lontani e Alberto di Monaco ha ringraziato di non doversi cimentare in compiti che crede di non saper portare a termine. «[La matematica] è ciò con cui avrò qualche piccolo problema», ha ammesso, prima di spiegare come le apparizioni pubbliche dei bambini siano frutto di valutazioni individuali.
I gemelli non cresceranno sotto i riflettori. Di tanto in tanto, in base alle singole considerazioni dei genitori, prenderanno parte a degli eventi pubblici, senza che ciò comporti, necessariamente, l’osservanza di un qualche incarico specifico. «Non faremo un intero processo di educazione per spiegare passo passo cosa ci si aspetta da loro», ha detto Alberto.
