Stretching shiatsu: la pratica che aiuta a ritrovare l’equilibrio
Arriviamo tutti da un periodo intenso, fatto di stress e preoccupazioni, legate al lavoro e soprattutto alla salute. C’è voglia di riprendere in mano il proprio tempo, ma soprattutto di ritrovare se stessi, il proprio centro. C’è chi appena si è potuto, ha cambiato aria per qualche settimana; chi ha ripreso a fare sport, per scaricare le tensioni accumulate e chi invece ha preferito intraprendere delle discipline più meditative, come potrebbe essere lo yoga.
Poi ce n’è una che unisce sia corpo che mente, lavorando sulle emozioni, per un benessere a 360 gradi: si chiama stretching shiatsu e come si può dedurre dal nome, è una pratica che mediante degli allungamenti mirati va a intervenire sui meridiani, i canali energetici del corpo individuati dalla millenaria pratica orientale.
«Tutti, chi più chi meno, abbiamo praticato stretching nella vita, prima o dopo lo sport, per riscaldare e preparare i muscoli all’esercizio – ci spiega Matteo Parigi, ideatore del metodo Vitalyty, una particolare tecnica di stretching shiatsu messa a punto dopo quasi vent’anni di esperienza sul campo come operatore shiatsu – Ecco, se questi semplici movimenti di stiramento e rilassamento muscolare li applichiamo ai meridiani, otterremo la liberazione di energia e il rilascio delle tensioni psicofisiche».
Portando i meridiani a una piacevole tensione, si libera l’eventuale energia accumulata, che consente un progressivo ascolto corporeo, portando il praticante ad accettare i limiti del momento e a gustare il piacere del compimento del movimento.
«Il metodo Vitalyty prevede anche delle tecniche di rilassamento e di respirazione, fondamentale perché sia efficace la sessione: senza lavorare su una corretta respirazione, si riporta un 70% in meno di efficacia della pratica. Inoltre, quando possibile cerco sempre di tenere i corsi e le lezioni all’aperto, immersi nella natura: questo per far sì che le persone possano riprendere il “ritmo” della natura stessa e non siano assoggettate alle scansioni frenetiche e all’inquinamento (anche acustico) della città».
In cosa consiste una lezione? «Di solito, dura circa un’ora, con sottofondo musicale ed è suddivisa in tre fasi: la prima è quella del rilassamento, poi vi sono una serie di esercizi che vanno a lavorare sui punti dolenti, se magari sono presenti dei blocchi energetici sotto forma di contratture o dolori muscolari; infine, si passa all’ascolto di sé, ovvero il sentire come si è in quel momento, prima e durante la lezione. Questo consente di scoprire i punti forti e quelli deboli per poter, in un secondo tempo, trasformare questi ultimi in punti di forza.
L’ascoltarsi implica anche un lavoro mentale ed emotivo: riequilibrando fisicamente i meridiani del corpo, si riequilibrano anche mente e anima. Questo porta ad avere più consapevolezza di sé, ritrovando se stessi e migliorando le potenzialità che ognuno porta dentro di sé».
In cosa differisce lo stretching shiatsu dallo yoga? «Nella matrice di derivazione: lo yoga è una disciplina che deriva dall’Ayurveda, la medicina indiana, e va a lavorare sulle Nadi, i canali energetici che scorrono nel nostro corpo, per riequilibrare i corpi più sottili.
Lo shiatsu invece deriva dalla medicina tradizionale cinese, che interviene principalmente sui meridiani. Entrambi mirano a riequilibrare l’organismo, mediante l’energia, ma mentre lo shiatsu cerca di rimettere in sesto il corpo fisico, e così va a calmare mente ed emozioni, lo yoga nasce per elevare la mente e avvicinare il praticante al divino».
Ma trattandosi di stretching, lo stretching shiatsu può essere abbinato anche a una disciplina sportiva? «Assolutamente sì. Spesso ho accompagnato dei sub professionisti nell’allenamento alla pratica, allungando del doppio il tempo di durata della bombola solo grazie alla respirazione. Questo perché lo stretching shiatsu porta a un rilassamento profondo che migliora di molto la capacità respiratoria».
Quindi, tutti possono praticare stretching shiatsu o vi è qualche controindicazione? «Tutti possono imparare ad allungarsi, sia le persone anziane sia quelle che hanno una scarsa flessibilità. Il requisito indispensabile è quello di voler dedicare a se stessi del tempo per stare bene, per conoscere il proprio corpo e ascoltarlo. Lo consiglio in particolare alle donne incinte: è ideale per il ripristino e il mantenimento dell’elasticità muscolare, necessaria al corpo per adattarsi alle modifiche in atto durante la gravidanza».
L’obiettivo ultimo dello stretching shiatsu? «Tramite l’ascolto di sé, insegnare alle persone ad attivare quei processi che eliminano lo stress nella quotidianità, principale fonte di malessere. Portarsi a casa non solo degli esercizi riproducibili da soli (pur sempre curando l’aspetto respiratorio), ma anche uno stato armonico persistente, che può aiutare a ricollegarsi con il sé più profondo».
Per provare lo stretching shiatsu metodo Vitalyty, Matteo Parigi terrà diversi corsi a Torino e provincia a partire da settembre, ma nell’immediato è possibile partecipare ad alcuni workshop, inseriti nella rassegna “R…estate con Peraga”, che si svolgerà presso il Garden Center Peraga, situato a Mercenasco, in provincia di Torino. La prossima lezione è prevista per il 9 agosto, maggiori informazioni al numero 339/3916255.
Abbiamo chiesto a Matteo di studiare per noi una breve sequenza di stretching shiatsu da poter eseguire a casa: la trovate nel video qui sotto!
