Harry «egocentrico», «insensibile» e «stressato». Se la Gran Bretagna non riconosce più il suo principe
Ufficialmente dal primo aprile Harry del Galles, secondogenito del primogenito della regina, non è più un membro di primo piano della famiglia reale britannica. Ruolo che gli appartiene da quando è nato e a cui è stato preparato da tutta la vita. È stata una sua scelta, lo sappiamo, sua e della moglie Meghan Markle. In nome del desiderio di essere indipendenti, di costruire da soli il loro futuro, anche per quel che riguarda la parte finanziaria.
Ma è altrettanto vero che Harry, 35 anni, non avrebbe potuto “scegliere” momento peggiore per lasciare la Gran Bretagna e allontanarsi dal resto della famiglia reale. Se non avesse incontrato l’ex attrice americana, fa notare a Tatler la sua biografa Angela Levin, per Harry sarebbe stato «inconcepibile» lasciare un paese del Commonwealth e allontanarsi ancora di più dalla sua famiglia «nel bel mezzo di una crisi emotiva, reale e nazionale». Suo padre Carlo, 71 anni, è risultato positivo al Coronavirus (l’ultimo bollettino riporta che sta meglio ed è in via di guarigione). Sua nonna la regina, che ha sempre adorato, compirà 94 anni a fine aprile. Lei e il marito, suo nonno il principe Filippo, 98, sono entrambi in isolamento. Così un’enorme responsabilità ricade sulle spalle del principe William, suo fratello. Un fratello che Harry in passato aveva sempre detto di «avere il dovere di sostenere» e che ci sarebbe sempre stato per lui.
Oggi, però, le cose sono cambiate. E a Londra e dintorni nessuno sembra più riconoscere il principe, l’amato figlio di Lady Diana, un tempo scapestrato e ribelle ma sempre attaccato ai valori familiari. Nemmeno i suoi vecchi amici, nemmeno gli ex compagni o gli amici delle varie organizzazioni benefiche che ha sempre supportato. Nessuno capisce le sue ultime mosse: lasciare il Canada, stato del Commonwealth, per ritirarsi tra le star di Hollywood, dove Meghan doppierà un documentario Disney sugli elefanti.
«Harry l’ho conosciuto come carismatico, intuitivo e arguto, ma anche irrequieto e turbato», ricorda Levin che con il principe ha trascorso gran parte del 2017 per mettere giù la sua biografia, «Si era appena fidanzato, e speravo che il matrimonio con Meghan potesse far risplendere il meglio di lui. Mi disse che Meghan aveva sicuramente capito il ruolo che avrebbe ricoperto, che fosse in grado di affrontare la vita sotto i riflettori reali». Com’è andata a finire lo sappiamo. «È profondamente triste notare che ogni settimana che passa il comportamento di Harry e Meghan diventa sempre più egocentrico», ha continuato la biografa, «Vedo un Harry che è diventato aspro, insensibile ed è ovviamente stressato. Sebbene faccia fatica a riconoscerlo, credo ancora che internamente sia a pezzi per aver lasciato la sua famiglia, il suo Paese e i suoi legami militari».
Una delle cose che più avrebbe ferito il principe, del resto, è non potere più indossare l’uniforme: ha sempre voluto essere un soldato dall’età di due anni e ha trovato la sua vocazione nel combattere per il suo Paese in Afghanistan». Secondo la biografa a guidare Harry oggi sarebbe il senso di colpa: «Una volta mi ha detto che sentiva di non aver fatto abbastanza per proteggere sua madre. E adesso si concentra sulla protezione di Meghan». Harry vuole renderla felice, vuole proteggere Archie, quasi un anno, a qualunque prezzo.
Ma il terreno, in futuro, potrebbe diventare scivoloso. Il principe Harry ha sempre odiato i riflettori. «Noi non vogliamo essere solo delle celebrità ma vogliamo usare il nostro ruolo per scopi utili», era solito ripetere il principe qualche anno fa, riferendosi a lui e a William. Meghan, invece, cosa vuole?
