«No time for Love like now», Michael Stipe torna senza i R.E.M.
Michael Stipe, all’indomani della fine dei R.E.M., aveva promesso che mai negli anni si sarebbe trovato a fare musica. Arte, forse. Ma non musica. Otto anni più tardi, però, il frontman della band che fu ha calato la maschera. «Ora sto scrivendo, componendo e registrando tutto da solo», ha dichiarato a Repubblica, promettendo un disco da solista, diciotto nuove canzoni alle quali la pandemia sembra averne aggiunta una diciannovesima.
https://www.youtube.com/watch?v=MYgpEcXf2S4&feature=emb_titleSu Youtube, in una versione approssimativa che Stipe ha definito «demo», il cantante ha pubblicato No time for Love like now, un brano lento, riflessivo. Una ballata vicina a Losing My Religion, il cui testo sembra, però, essere stato indotto dalla clausura post-Coronavirus, dall’incapacità di stringere altro all’infuori di sé, dai pensieri che la solitudine ha portato con sé. «There’s no time for dancing / there’s no time for undecideds / no time for love like now / Where did this all begin to change / the lockdown memories can’t sustain / This glistening, hanging free fall / I turned away from the glorious light / I turned my head and cried / Whatever waiting means in this new place / I am waiting for you», ha cantato Stipe, la cui hit apocalittica del 1987, la It’s the end of the World as we know it (and I feel fine) cantata con i R.E.M., è tornata in classifica nei giorni del Covid-19.
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