Il momento più difficile della quarantena arriva adesso: ecco come affrontarlo
Sono già passate alcune settimane da quando la situazione ha imposto la quarantena come unica possibile via per contenere questa pandemia, e se all’inizio l’adrenalina e una sorta di euforia collettiva trasmessa a suono di dirette e flashmob sui balconi dava la carica un po’ a tutti, adesso anche più motivati stanno cominciando a soffrire la cosiddetta social distancing.
Il momento più difficile della quarantena infatti arriva adesso, quando cominciamo a essere stanchi e a sentirci soli a tempo indeterminato: non c’è una data chiara di fine e questo sconvolge noi e i nostri progetti per il futuro. Ecco cinque cose che dovete assolutamente fare per affrontare i prossimi giorni senza farvi abbattere.
SUPERATE IL PUNTO DI ROTTURA
Non quella di scatole, quella che vi porta al livello successivo. Avete presente quando siete a dieta e partite belli motivati ma dopo tre settimane mangereste Nutella a cucchiate anche se di norma non la mangiate mai? Ecco, è uguale. Quel momento è il punto di rottura, come quando siete a correre e pensate “adesso muoio” e invece ce la fate e da lì è un po’ più semplice. La crisi è fisiologica, non potete evitarla. Ma sappiate che siete in grado di superarla: aggrappatevi a questo e continuate a correre.
DIVENTATE VOSTRA MADRE. Alzati! Cambia l’aria alla stanza. Ma come ti sei vestito, non lo vedi che hai tutta la maglia macchiata?! Ecco, se non state trascorrendo la quarantena con vostra madre allora dovrete essere voi stessi vostra madre. Quindi sveglia a un’ora decente, se l’ora della colazione è passata si pranza, ci si veste per andare a tavola, ci si cambia ogni giorno massimo una volta ogni due. E con il pigiama si sta a letto e basta. Se non vi auto-ubbidite, minacciatevi con una ciabatta.
NON AMMORBATE TUTTI. Sfogarsi fa bene, e gli amici e la famiglia servono anche a questo: a sostenerci nei momenti di difficoltà. Ma non potete passare le giornate o le telefonate a parlare solo di come state male e della quarantena come un disco rotto. La soluzione è una: scegliersi un povero destinatario delle vostre lamentele e sfogarsi con lui. Anche qui, ovviamente, con dei limiti: una volta al giorno, massimo mezz’ora. Prendetela come una medicina omeopatica, e anche come un test di sopportazione: se non vi ammazza vi vuole davvero bene.
CROGIOLATEVI NELLA TRISTEZZA 5 MINUTI AL GIORNO. O tre ore la settimana. Vedete voi come volete gestire la vostra agenda. L’importante è che vi diate una finestra di tempo per concedervi di essere tristi, in ansia, in panico. Guardate un film tipo Contagion, le foto di quando eravate un viaggio, fatevi un bel piantino. Però con l’orologio alla mano: quando finisce il tempo basta!
SPEGNETE IL CELLULARE. In questi giorni tra dirette Instagram e videochiamate stiamo attaccati al cavo per ricaricare la batteria del telefono l’80% del tempo. Ecco: smettiamola. Va benissimo sentire i nostri amici e i nostri familiari, le videochiamate sono una cosa bellissima e allenarsi in gruppo rende la fatica meno intensa, ma diamoci un break. Non è che siccome non possiamo uscire allora abbiamo dobbiamo vivere online, ok? E datemi retta: la diretta di voi che stendete i panni NON è necessaria ai vostri follower.
