Pennelli, le 5 regole per sceglierli e usarli al meglio
Questo articolo è stato pubblicato nel N. 29 di Vanity Fair in edicola fino al 23 luglio
Nelle profumerie così come nei tutorial in rete sono delle presenze fisse, a volte trattati da celebrità, come il famosissimo 217 di Mac. I pennelli da trucco, alleati per un make-up impeccabile, vengono spesso percepiti come uno strumento per soli esperti. Grandi, piccoli, morbidi, compatti, piatti, a goccia, oppure tondeggianti: è un attimo essere colte da smarrimento quando si tratta di sceglierli e forse è proprio quello il momento in cui in tante si arenano, optando alla fine per l’utilizzo, solo all’apparenza più semplice, delle mani. «Eseguire un buon trucco è veramente difficile senza pennelli, soprattutto per chi non è un professionista», spiega Giulia Sinesi, beauty expert con formazione artistica tra le più rispettate figure attive su Instagram. «Ogni brush è pensato per facilitare e velocizzare l’applicazione di un prodotto, per cui è fondamentale utilizzare quelli giusti, cominciando col distinguere quelli a setole naturali da quelli sintetici». In linea generale si preferiscono le setole naturali, più morbide, per stendere le polveri e quelle sintetiche, dall’aspetto più lucido e compatto, per i liquidi.
Diverse aziende, poi stanno puntando a non usare più le setole di origine animale, per soddisfare le esigenze di un pubblico vegano. Daniele Lorusso, make-up artist e direttore artistico di Nabla Cosmetics, azienda i cui pennelli godono di ottima fama, suggerisce invece il metodo per capire se, a parità di setola, ce n’è uno che può funzionare meglio di un altro. «Simulare sul viso i movimenti che si andranno a fare con quel determinato brush è il modo migliore per testarne la consistenza e la durata nel tempo. Se punge troppo, o perde qualche pelo, meglio scartarlo e cercare qualcos’altro». C’è un’altra regola generale da tenere sempre in considerazione: che si tratti di liquidi, creme o polveri, i pennelli piatti danno un effetto coprente, mentre quelli dalla forma più rotonda aiutano a sfumare al meglio.
UN INCARNATO DA SOGNO
1. Bastano poche gocce di fondotinta quando si ha il pennello giusto con cui stenderlo. Per un effetto leggero, la scelta cade su un brush sintetico, a setole fitte, dove la rotondità della punta viene sezionata e le setole sono disposte in modo da creare un lieve incavo. Chi invece ricerca una copertura più consistente preferirà un modello piatto.
2. La cipria si distribuisce al meglio con un pennello morbido, tondo e grande, da utilizzare con movimenti circolari, mentre per il blush è preferibile un modello con le setole a goccia. L’effetto Heidi, con le guance troppo colorate, si scongiura sorridendo di fronte allo specchio e facendo scorrere il pennello partendo dal vertice dell’osso zigomatico, verso il centro del viso.
Solo per i tuoi occhi
3. Sono cinque i brush da avere per realizzare un trucco ben definito: un pennello piatto per la palpebra mobile; uno tondo per creare l’ombreggiatura all’angolo, se possibile con l’occhio sempre aperto e senza tirare la pelle con la mano; un altro tondo più piccolo e fitto per sfumare la parte inferiore e dare il giusto punto luce nell’angolo interno, vicino al naso; uno micro a lingua di gatto per l’effetto eye-liner; e per il tocco finale, c’è quello da sopracciglia, piccolissimo, angolato e con uno spazzolino all’altro capo.
Labbra di fuoco
4. I pennelli per le labbra sono quelli meno usati, perché si applica il rossetto passando lo stick. Sono tuttavia consigliabili quando si scelgono prodotti super cremosi e in nuances intense, meglio con setole sintetiche e compatte. Di norma sono sottili per garantire la massima precisione del tratto, specie a ridosso del contorno labbra.
Ordine e pulizia
5. L’errore più comune è lasciare i pennelli sparsi nel beauty case, liberi di sporcarsi: le setole si rovinano e perdono efficacia. In più, durano più a lungo se puliti almeno una volta ogni 10 giorni, con del detergente intimo. Per chi va di fretta, ci sono spray igienizzanti. Sconsigliatissimi gli smacchiatori chimici: restano sulle setole e aggrediscono la pelle.
