«Judy»: il biopic su Judy Garland con Renée Zellweger (che ci farà commuovere)
Oltre l’arcobaleno il mondo non luccica, ma brucia di una tristezza profonda, imperscrutabile. Il film di Robert Goold dedicato a Judy Garland, celebre Dorothy del Mago di Oz, bambina prodigio strappata all’infanzia per esibirsi sul palcoscenico imbottita di farmaci, ne è la prova più fulgida. Judy, interpretata da Renée Zellweger, irriconoscibile con i capelli corti e lo sguardo vuoto, è la rappresentazione della diva consumata, della donna che vorrebbe tornare dai figli, ma che è costretta a cantare dall’altra parte del mondo per rimpinguare le sue finanze.
https://www.youtube.com/watch?v=98t7aXRaA6wIl film, che uscirà negli Stati Uniti il 27 settembre, è ambientato nel 1968, trent’anni dopo il successo mondiale del Mago di Oz. Judy è insicura, estremamente fragile e impegnata per cinque settimane in un mini-tour a Londra, nel nightclub Talk of the Town. Si prepara ai concerti con una vena di tristezza che la Zellweger esprime anche solo attraverso l’arricciamento delle labbra, la voce sottile, ancora da bambina, che fatica a dire quel che vuole e si piega alla volontà di chi cerca ancora di spremerla per tirarne fuori qualcosa. È dipendente dai farmaci, non riesce a resistere alla pressione e, soprattutto, all’aspettativa di chi pensa che sia ancora la Dorothy che zampettava nella Città di Smeraldo, come se il tempo non fosse passato.
Judy mette in scena quest’inquietudine e, fra esibizioni con il sorriso scintillante e costumini di paillettes, è chiaro che la vera Garland sia un’altra, quella più nascosta, che cerca il calore di un uomo – Mickey Deans, il suo quinto marito – ma, soprattutto, l’amore dei figli che ha lasciato negli Stati Uniti, il suo unico appiglio a un affetto senza secondi fini, in cui può darsi al sicuro. La sceneggiatura, firmata dall’autore di The Crown Tom Edge, cerca di rappresentare il tormento della diva, la gloria dei suoi 45 anni di carriera e il bisogno di dismettere una volta per tutte i panni della bambina con le scarpette rosse e vivere la vita che non ha mai assaporato fino in fondo.
