Stop ai «furbetti del cartellino»: arrivano le impronte digitali
L’ultimo caso è stato scoperto poche ore fa: all’ospedale Don Tonino Bello di Molfetta (Bari), l’indagine della Guardia di Finanza ha svelato un sistema di fraudolenta solidarietà per timbrare il cartellino e assentarsi dal lavoro. 30 persone sono state indagate, di cui 12 arrestate e una con obbligo di dimora: i reati contestati, a vario titolo, sono truffa aggravata ai danni di ente pubblico, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, abuso d’ufficio e peculato.
Ma l’era dei «furbetti del cartellino» volge al termine: la legge Concretezza, per la verifica degli accessi al lavoro, prevede l’uso della «verifica biometrica», vale a dire delle impronte digitali (o del riconoscimento dell’iride) al posto del badge. Per assicurare la riservatezza dei dati, tutto sarà poi criptato: sarà trasformato in codici alfanumerici. Il regolamento è già pronto ed è già stato inviato al Garante della privacy. Poi sarà spedito alla Conferenza Unificata e al Consiglio di Stato, per i pareri relativi. I decreti attuativi relativi all’istituzione del Nucleo per la Concretezza, un organo che, con 53 unità, vigilerà sul corretto funzionamento delle amministrazioni con visite e sopralluoghi, saranno ultimati entro settembre.
«Felice di una legge che prevede un metodo di lotta contro l’assenteismo finalmente incisivo», spiega, soddisfatta, Giulia Bongiorno, ministra della pubblica amministrazione. «Fino ad oggi, di fatto, la facevano franca in troppi; adesso, con le impronte digitali e la videosorveglianza, preveniamo il fenomeno. È finita l’epoca delle truffe». Su Twitter aggiunge: «Sistema di “fraudolenta solidarietà” per timbrare? Se fosse riscontrato quanto emerge dalle indagini (di Molfetta) sarebbe gravissimo! Con le impronte digitali stop ai truffatori e alla “fraudolenta solidarietà”».
Come nuove forme di controllo dell’accesso al lavoro, il provvedimento prevede, oltre al riconoscimento delle impronte digitali, anche la verifica dell’iride (anche se il ministro Bongiorno ha sempre sostenuto le impronte digitali). Dalla novità sono escluse le forze dell’ordine, la magistratura, i prefetti ed anche gli insegnanti, ma non i presidi.
