Omeopatia, Macron: stop ai rimborsi. E in Italia?
Rimborso delle medicine omeopatiche in Francia: Emmanuel Macron avrebbe già deciso quale direzione imboccare, e si starebbe preparando a dare l’annuncio ufficiale. Secondo le informazioni riportate dal Journal du Dimanche, il Presidente della Repubblica, dopo aver esitato a lungo, avrebbe deciso di seguire i desideri del Ministro della Salute Agnès Buzyn: l’omeopatia non sarà più rimborsata. Ma il Presidente della Repubblica ci ha riflettuto a lungo a causa della delicatezza della questione. Se l’Alta autorità sanitaria francese, dopo nove mesi di indagini, ha considerato insufficiente l’efficacia dell’omeopatia (l’unico vantaggio che le è stato riconosciuto è quello di non essere dannosa), Macron sa che, in Francia, si tratta di un rimedio molto diffuso e popolare.
A questo punto, si potrebbero configurare due scenari: la prima soluzione prevede uno stop totale al rimborso dell’omeopatia, che però entrerebbe in vigore fra un anno per concedere un po’ di tempo per riorganizzarsi ai laboratori di produzione, che dovranno quindi prevedere una perdita di reddito.
La seconda soluzione propenderebbe per una revoca parziale dei rimborsi. Se i granuli sono attualmente coperti fino al 30%, il nuovo regolamento potrebbe prevedere di rimborsarli solo fino al 15%. Questa seconda ipotesi, più graduale, avrebbe il vantaggio di non sconquassare il mercato e i laboratori. Come ha fatto notare il sindaco di Lione, Gérard Collomb, la Boiron, che nel 2018 ha fatturato più di 600 milioni di euro, solo in Francia dà lavoro a 1300 persone.
Il settore aveva già sperimentato, in passato, un pesante calo del giro d’affari. Nel 2003, i rimborsi sono diminuiti dal 65% al 35%, poi nel 2011 dal 35% al 30%. Ogni anno, la copertura dei prodotti omeopatici costa allo stato francese 127 milioni di euro.
E in Italia? Nel nostro Paese, i medicinali omeopatici non sono rimborsabili. I farmaci sono catalogati in classi (A, H, C) e sono a carico del servizio pubblico solo quelli di «dimostrata efficacia, essenziali e per terapie croniche». Gli altri, come quelli omeopatici, anche se rispondono ai requisiti igienici di qualità e sicurezza, sono inseriti nella fascia C a totale carico del cittadino. Anche farmaci di provata efficacia, come il paracetamolo, sono stati collocati in fascia C perché considerati «non essenziali». Però, come tutti i farmaci della classe C e le altre spese sanitarie, anche il costo dei medicinali e delle visite omeopatiche, se accompagnato dalla ricetta, dallo scontrino e dalla fattura del medico, possono essere deducibili dalla dichiarazione dei redditi.
