Kylie Jenner, l’ancella: il dress code del party è bocciato!
Non è difficile. Quando ci sono termini di cui non conosci il significato, per scoprirlo serve un attimo e uno smartphone. Per esempio, se Kylie Jenner, l’influencer più seguita, famosa e ricca del mondo, avesse cercato su Wikipedia il significato dell’aggettivo distopico, avrebbe imparato che deriva dal sostantivo distopia, «descrizione o rappresentazione di uno stato di cose futuro che, in contrapposizione all’utopia, presenta situazioni e sviluppi sociali, politici e tecnologici altamente negativi». Quindi, mentre per utopia si intende il luogo dove tutto è come dovrebbe essere, distopia è l’esatto opposto cioè un luogo del tutto spiacevole e indesiderabile, non auspicabile in alcun modo.
Evidentemente non ha avuto tempo, tra un selfie e l’altro, di documentarsi meglio. Oppure, ancor più grave, si è informata e l’ha buttata sul ridere. Fatto sta che qualche giorno fa, in occasione del compleanno della sua migliore amica Stassi Karanikolaou (alias Stassiebaby, star di Instagram), Kylie Jenner ha pensato bene di organizzarle un party a tema ispirato alla pluripremiata The Handmaid’s Tale, serie giunta alla sua terza stagione, a sua volta ispirata al romanzo distopico Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood.
Vi si racconta di un’America di un non lontano futuro, in cui le donne fertili (le Ancelle) vestite con le lunghe tuniche rosse e tipiche cuffiette bianche, sono asservite alle necessità riproduttive degli uomini, violentate e costrette a partorire i figli dei padroni. Accanto a loro, le domestiche (donne non fertili) vestite di verde e le mogli, che nel romanzo della Atwood si identificano per l’abito blu.
Kylie ha pensato proprio a tutto (vedi il video qualche riga sopra): lunghe tuniche rosse e voluminose cuffie bianche per lei e le amiche. Divise verdi per le cameriere che servivano cocktail con nomi che richiamavano i modi di dire di The Handmaid’s Tale (Praise Be Vodka o Under His Eye Tequila). Gli invitati di sesso maschile chiamati Commander. Le donne, invece, durante la serata hanno perso il loro nome per essere indicate con il composto Of- più il nome dell’accompagnatore. Ma l’allegria, l’aria frivola e ogni singola scelta della billion dollar baby sono state pesantemente criticate dal web.
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«Big Little Lies», una capsule collection contro le violenze domesticheIl suo popolo di fans sempre pronto a elogiare Kylie Jenner per l’ultimo prodotto beauty lanciato, per la Ferrari acquistata, per il nuovo colore di capelli, ha giudicato inopportuno un party ispirato a un’iconografia che è stata recentemente abbracciata dalle femministe di tutto il mondo ma Americane in primis, che hanno protestato (e lo fanno tuttora, vedi a Londra durante la recente visita del presidente Trump) per leggi che, in diversi Stati, hanno appena vietato l’aborto anche in caso di stupro.
Così, i costumi immaginati dalla scrittrice canadese oggi 79enne, nelle loro manifestazioni sono diventati il simbolo con cui esprimere dissenso, paure e grande preoccupazione. Noi abbiamo letto alcuni dei tantissimi commenti e ci siamo un po’ rincuorati: considerando che i profili social della piccola Jenner sono seguiti da quasi 140 milioni di followers, soprattutto giovani, e che le critiche mosse non si riducono a poche decine di haters, possiamo dichiarare che no, non tutto è perduto e che la Z Generation, in fondo, sa da che parte stare.
