L’attesa è durata più di 100 anni, dal primo torneo olimpico di calcio disputatosi a Londra nel 1908. I tifosi sono passati attraverso tre finali perse, ultima quella persa a sorpresa quattro anni fa contro il Messico, e due medaglie di bronzo, ma all’appuntamento che proprio non potevano fallire non hanno fallito: il Brasile, per la prima volta nella sua storia, vince la medaglia d’oro di calcio alle Olimpiadi. Era una squadra costruita per vincere dall’inizio, quella agli ordini di mister Rogerio Micale, al primo trofeo in carriera, sotto gli occhi di un’intera nazione. Ed è stata la squadra di Neymar Jr in tutto e per tutto: il fuoriclasse del Barcelona, dopo l’argento di Londra, ha voluto fortemente questi Giochi Olimpici, rinunciando alla Copa America di giugno e riuscendo a costringere la sua squadra di club a concedergli il via libera per saltare l’inizio della stagione con i blaugrana pur di essere a Rio con il Brasile. E, nel momento più difficile, si è preso la squadra sulle spalle, trascinandola di peso al Maracanà prima e al gradino più alto del podio poi. Non aveva iniziato benissimo il Brasile: due pareggi nelle prime due gare, Neymar che sembrava il fantasma di se stesso e il resto dell’atomico attacco verdeoro a girare a vuoto. Poi, dopo la vittoria contro la Danimarca che li ha qualificati per la fase finale, la scintilla: il primo gol di Neymar ha deciso il quarto di finale contro la Colombia prima della passeggiata in semifinale contro i centramericani dell’Honduras. Quindi, la finale, contro la Germania che fa subito tornare alla mente gli spettri del Mineirazo e del 7-1 subito solo due anni fa ai Mondiali. La finale non è stata una partita bellissima ma molto combattuta tatticamente: il Brasile, dopo un buon avvio tedesco, la sblocca al 26′ con la sua stella, che indovina la parabola perfetta su punizione e fa 1-0. Gli spettri però si fanno rivedere in avvio di secondo tempo, quando Max Meyer, trequartista dello Schalke 04, pareggia la gara con un tiro dal centro dell’area. Il resto dei 90 minuti e i supplementari si rivelano inutili per il risultato: si va ai rigori. Dopo 4 penalties perfetti per parte il tedesco Petersen sbaglia l’ultimo tiro della serie tedesca, per il Brasile l’oro è distante solo un calcio di rigore. E sul dischetto si presenta, indovinate un po’, proprio lui, Neymar, che nella semifinale disastrosa di due anni fa nemmeno c’era per infortunio. Con lui ha preso la rincorsa l’intero Brasile, con il fiato sospeso: palla in fondo al sacco, Brasile al suo sesto oro in queste Olimpiadi e, come detto, alla prima medaglia d’oro nel calcio, unico trofeo che i maestri del calcio non avevano ancora vinto. E finisce così, con la festa verdeoro e le lacrime di Neymar sul prato del Maracanà.