Potenza dei social e dei new media: Matteo Renzi governa a colpi di messaggini. Bari, città metropolitana , è stretta nella morsa della mala, che spara, ferisce e uccide. Guerra fra clan, riassetto dei vecchi equilibri, ecc ecc. E lui che fa? manda un sms al sindaco Antonio Decaro, mentre è in corso il consiglio comunale, in cui annuncia che lunedì arriverà il ministro dell’Interno Angelino Alfano e porterà con sè l’arrivo di altri magistrati a rafforzare la procura di Bari e nuove risorse per le forze dell’Ordine. Ora, dopo due anni sappiamo che questo è tipico di Renzi, il rottamatore che parla con le slide, i twitter e gli sms. Da lui possiamo aspettarcelo, anzi dobbiamo aspettarcelo. E Decaro che fa? Un Sindaco (con la maiuscola) si sarebbe tenuto il messaggino per sè, e ne avrebbe informato immediatamente il Prefetto di Bari, Carmela Pagano, cui avrebbe dovuto anche chiedere scusa per essere stato lui e non l’alto funzionario, il primo destinatario del messaggio: “Eccellenza, mi scuso io per lui. Che vuole che le dica: è un ragazzo” poteva essere così la “toppa” istituzionale per questa svista micidiale. Ma Decaro è solo un sindaco (con la minuscola) in perenne campagna elettorale, alla continua ricerca di gesti e frasi che lo mettano in buona luce, lo facciano risultare “simpatico” (come ai tempi della visita a Bari del Ministro Boschi), facciano dimenticare ai cittadini gli enormi ritardi con cui sta realizzando il programma elettorale per cui è stato eletto (al ballottaggio). Non ha saputo resistere alla tentazione di mostrare in Consiglio comunale quel messaggino, che lui vede e si gioca come il suo “rapporto privilegiato” con il Presidente del Consiglio. In quel momento nessuno dei suoi innumerevoli consigliori gli ha saputo ricordare che la sua interfaccia diretta con il governo (e con il Ministero degli Interni) è proprio il Prefetto, non certo il presidente del consiglio: e lo ha voluto rivendicare anche davanti al Consiglio Comunale, ridotto così a semplice e ammutolito testimone di una storia che invece riguarda tutta la comunità. I baresi si sarebbero dovuti aspettare sui giornali le rassicurazioni del Prefetto, che annunciava l’imminente arrivo in città di forze fresche, non lo stucchevole e vanaglorioso annuncio di un sindaco, felice per un messaggino. Chiederà scusa Decaro per questo svarione? Innanzi tutto al Prefetto e alla Procura della Repubblica, e poi alla città intera che governa come certe squadre di calcio, che vincono, ma non convincono.