Ripartire si può
"BIG ITALY" e poi "Flavia e Roberta we love you", con il cuore al posto della parola amare. Così il pubblico di Flushing Meadows ha testimoniato il suo affetto alle due mature ragazze del tennis italiano che si sono date battaglia nell’ultimo atto degli Open Usa, uno dei quattro tornei che hanno scritto la leggenda di questo sport.
Da ieri un capitolo della magica storia del tennis è tutto azzurro. Pennetta e Vinci, partite vent’anni fa dalla Puglia per stupire il mondo, hanno coronato il loro sogno. Da Brindisi a New York, da Taranto a Flushing Meadows, passando per una carriera fatta di alti e bassi, fino alla consacrazione davanti agli occhi del mondo e del premier Renzi, pronto a cancellare ogni impegno per volare e New York e trasformarsi in un comune tifoso. Gli intrecci fra sport e politica sono spesso venati di opportunismo, perché un trionfo tinto d’azzurro è sempre una fantastica vetrina. Ma nel sorriso di Renzi, nel suo slancio tifoso c’è forse la traccia di uno spirito nuovo: la voglia sincera da parte della politica di emulare questo sport che unisce, stimola le energie migliori e proietta ottimismo sul Paese.
STANCHI di veti incrociati che bloccano ogni riforma, stanchi di partiti, correnti, lotte intestine, annunci a vuoto ed eterne promesse, stanchi di riprese solo annunciate e di tasse che tagliano le gambe all’economia, gli italiani vorrebbero un Paese capace di imitare Flavia e Roberta. Un’Italia orgogliosa, tosta,tenace, che sappia mettere a frutto le sue più nobili risorse e proiettare nel mondo l’immagine migliore. Non sciupiamo questo trionfo americano, questa nobile parabola sportiva. Facciamone un simbolo, esportiamo il meglio della tecnologia, dei motori, della moda, delle idee. Facciamolo con la fierezza e la determinazione di Roberta e Flavia. E forse vinceremo l’Open della rinascita.
