Anche lui voleva morire da martire. È la televisione francese BfmTv a parlare del testamento di Mohamed Abrini, ritrovato nel computer portatile gettato via vicino all'appartamento di Molenbeek che faceva da base per i terroristi in azione a Zaventem, aeroporto di Bruxelles.Nelle pagine del documento il jihadista noto alla stampa come "l'uomo col cappello" spiega di voler morire in una missione da martire e al contempo chiede perdono alla madre per la sua scelta. Il 31enne belga è stato l'unico di tre (lui, Ibrahim El Bakraoui e Najim Laachraoui) a non farsi esplodere.Abrini parla nel testamento anche della morte del fratello minore, attentatore suicida in Siria. Fu quell'evento a spingerlo all'azione e a unirsi alle schiere del sedicente Stato islamico. Ricercato anche in relazione agli attentati di Parigi, fu ripreso dalle telecamere di sicurezza con Salah Abdeslam, arrestato a Molenbeek lo scorso 18 marzo.