"Uno dei sequestratori mi chiamò e parlò in italiano". Così la moglie di Salvatore Failla, Rosalba, ucciso in Libia, durante una conferenza stampa nello studio dell’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi. La donna ha aggiunto di avere "ricevuto una telefonata dal marito il 13 ottobre scorso". La vedova poi svela le ultime telefonate del marito: "Lo obbligavano a leggere quello che avevano scritto, ma io credo che Salvo mi chiedesse aiuto". La donna, rimasta in silenzio per nove mesi, aveva reagito così alla notizia della liberazione dei due compagni di prigionia del marito, Pollicardo e Calcagno: "Lo Stato italiano ha fallito: la liberazione dei due ostaggi è stata pagata con il sangue di mio marito". Ora Rosalba non sa nemmeno se il corpo di suo marito è partito dalla Libia.E così fa sapere di non volere i funerali di Stato. Sulla sorte delle salme e sul loro rientro in Italia è ancora giallo. E a confermarlo è stato il legale della famiglia Failla, Francesco Caroleo Grimaldi: "Non sappiamo se i corpi siano partiti dalla Libia per il rientro in Italia". E la figlia di Failla, Erica, rincara la dose: "Lo Stato non ha tutelato mio padre. Mio padre era una persona buona. Non ci hanno aiutato a riportarlo a casa. Ci hanno detto di stare zitti, di non fare scalpore. Ci hanno detto di non rispondere alle domande dei rapitori. Dov’è lo Stato?. Abbiamo fatto quello che ci hanno detto, ma non è servito a nulla".